Per quattro decenni, WHOIS è stato il modo in cui si scopriva chi aveva registrato un dominio. Quell’epoca sta finendo. RDAP, il Registration Data Access Protocol, lo ha sostituito come standard e, dal 2025, i registri non sono più tenuti in alcun modo a gestire il servizio WHOIS legacy. Ecco cosa è cambiato, perché è importante e come interrogare i dati di registrazione nel modo moderno.
Cos’è WHOIS?
WHOIS è un semplice protocollo richiesta/risposta che risale al 1982 (RFC 812, poi RFC 3912). Ci si connette a un server sulla porta 43, si invia un nome di dominio e si riceve un blocco di testo che descrive il registrante, il registrar, le date chiave e i nameserver.
Funzionava, ma era stato costruito per un internet diverso:
- Testo non strutturato. Ogni registro formattava l’output in modo diverso, quindi il parsing era un gioco perenne al whack-a-mole con le regex.
- Nessuna internazionalizzazione. Era orientato all’ASCII, e i dati dei registranti non latini erano un caos.
- Nessun controllo di accesso standard. Un output tutto-o-niente si scontrava pesantemente con normative sulla privacy come il GDPR.
- Nessuna individuazione standard. Bisognava già conoscere il server WHOIS di ciascun TLD.
Cos’è RDAP?
RDAP (RFC 7480–7484, aggiornate da 9082/9083) è la sostituzione moderna. Stesso obiettivo, i dati di registrazione, ma riprogettato da zero:
- JSON su HTTPS. Risposte strutturate e prevedibili che si possono analizzare in modo affidabile.
- Uno schema di interrogazione standard. URL coerenti come
https://rdap.example/domain/example.com. - Bootstrapping. IANA pubblica un registro che indica quale server RDAP è autorevole per ciascun TLD, quindi l’individuazione è automatica.
- Accesso differenziato. È consapevole dell’autenticazione, quindi un registro può restituire più dati agli utenti autorizzati mostrando al pubblico una vista con dati oscurati: il modello a misura di GDPR.
- Internazionalizzazione e oscuramento dei dati sono considerazioni di primo piano, non ripensamenti postumi.
RDAP vs WHOIS: le differenze principali
| WHOIS | RDAP | |
|---|---|---|
| Formato | Testo libero | JSON strutturato |
| Trasporto | Porta 43 (testo in chiaro) | HTTPS |
| Individuazione | Manuale, per registro | Registro di bootstrap IANA |
| Controllo di accesso | Nessuno | Standardizzato, con autenticazione |
| Internazionalizzazione | Scarsa | Integrata |
| Stato | In dismissione | Standard attuale |
Perché il settore è passato a RDAP
ICANN ha ratificato RDAP come successore di WHOIS e ha imposto ai registri e ai registrar dei gTLD di implementarlo. Il momento decisivo è arrivato nel 2025, quando le parti contrattuali non sono più state obbligate a gestire il vecchio servizio WHOIS sulla porta 43, chiudendo di fatto l’epoca di WHOIS per i gTLD. Se si sta ancora costruendo su un parsing del testo WHOIS, si sta costruendo su una base ormai superata.
Come interrogare RDAP
Una ricerca è semplicemente una richiesta HTTPS GET. Per trovare il server giusto si può consultare il file di bootstrap di IANA, oppure interrogare un endpoint router che lo risolve automaticamente:
curl -s https://rdap.org/domain/example.com | jq '{
domain: .ldhName,
status: .status,
registrar: (.entities[]? | select(.roles[]? == "registrar") | .vcardArray[1][1][3]),
created: (.events[]? | select(.eventAction == "registration") | .eventDate)
}'
Poiché la risposta è in JSON strutturato, estrarre un campo specifico (data di registrazione, stato, nameserver) è una singola riga di codice invece di un parser fragile.
Interrogare dati di registrazione su larga scala
RDAP è ideale per un dominio alla volta. Per milioni di domini si incontrano due ostacoli: i rate limit e le particolarità dei server per singolo TLD, dato che ogni registro gestisce un proprio endpoint, con proprie regole di throttling e oscuramento.
È questo il vuoto che colma il dataset RDAP & WHOIS. Risolviamo i dati di registrazione per ogni dominio attivo e li distribuiamo come JSONL normalizzato: registrar, date chiave, stato e nameserver in un unico schema coerente, così può analizzare l’intero namespace senza gestire un crawler distribuito o tenere sotto controllo i rate limit.
Domande frequenti
WHOIS è morto? Per i gTLD, di fatto sì: RDAP è il protocollo richiesto e l’obbligo relativo alla porta 43 è terminato. Alcuni ccTLD eseguono ancora il vecchio WHOIS, ma la direzione di marcia è a senso unico.
I dati RDAP sono diversi dai dati WHOIS? Sono gli stessi dati di registrazione, esposti in modo strutturato e con controllo degli accessi. Le risposte pubbliche sono spesso oscurate per motivi di privacy, mentre l’accesso autenticato può restituirne di più.
È possibile scaricare i dati di registrazione in blocco? RDAP per singolo dominio è soggetto a rate limit, quindi un lavoro in blocco in tempo reale è impraticabile. Un dataset già pronto è la strada scalabile.
Come si trova il server RDAP di un TLD?
Utilizzi il registro di bootstrap di IANA, oppure un router come rdap.org che lo risolve automaticamente. Può consultare la copertura per TLD.
Lavorare con i dati di registrazione nel modo moderno
Smetta di analizzare testo sulla porta 43. Scarichi il dataset RDAP & WHOIS → per dati di registrazione strutturati su ogni dominio, oppure consulti tutti i dataset per combinarlo con technologies, ranking e DNS.