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  <title>webatla Blog</title>
  <subtitle>Note sui dati dei domini, le tendenze delle estensioni di dominio e l’adozione delle tecnologie.</subtitle>
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  <updated>2026-07-09T17:41:00.058Z</updated>
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    <title>Siti web creati con Wix: 4,9 Mln attivi (2026)</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/websites-created-using-wix"/>
    <published>2026-07-11T15:00:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-09T17:41:00.058Z</updated>
    <author><name>webatla</name></author>
    <summary>webatla indicizza 4.930.392 siti web creati con Wix, l’1,6% del web e il creatore di siti web n. 2. Scopra i rivali, le particolarità dei dati e come ottenere l’elenco completo di ogni sito.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Informazioni su webatla.&lt;/strong&gt; webatla è una piattaforma di intelligence sui domini. Effettuiamo il crawling e il fingerprinting dei domini in tutto il web e registriamo quale tecnologia utilizza ciascun sito, lo stesso tipo di strumento di BuiltWith o Wappalyzer, con una copertura più ampia. Ogni numero riportato in questa pagina proviene dall’indice di webatla, aggiornato l’ultima volta il 7 luglio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’indice di webatla sono attivi in questo momento &lt;strong&gt;4.930.392 siti web creati con Wix&lt;/strong&gt;, pari all’&lt;strong&gt;1,6% di tutti i domini monitorati&lt;/strong&gt;, il secondo creatore di siti fai-da-te più grande del web, subito dietro a &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt;. Per chi costruisce il web delle piccole imprese, questo rende Wix uno dei soli due creatori di siti, insieme a Squarespace, che operano su scala realmente significativa.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cos-realmente-wix&quot;&gt;Cos’è realmente Wix&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Wix è un creatore di siti web in hosting (SaaS), fondato nel 2006 e con sede a Tel Aviv, in Israele. Chi lo utilizza non installa Wix né gestisce un server: costruisce il sito in un editor drag-and-drop, e Wix lo esegue sulla propria infrastruttura dietro un dominio personalizzato o un indirizzo ospitato da Wix. Questo modello di hosting è rilevante per i dati che seguono: cambia cosa significa «dove vive un sito», ed è il motivo per cui i siti basati su Wix appaiono diversi, nell’indice, rispetto alle piattaforme self-hosted come &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;quanti-siti-web-sono-creati-con-wix&quot;&gt;Quanti siti web sono creati con Wix?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il dato principale: &lt;strong&gt;4.930.392 siti attivi&lt;/strong&gt; utilizzano Wix nell’indice di webatla, pari all’&lt;strong&gt;1,6% di tutti i domini indicizzati&lt;/strong&gt;. La categoria dei creatori di siti fai-da-te è una corsa serrata, e Wix si colloca saldamente al secondo posto.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/a25f7e2b4c55f777bec01f68.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre dei siti web creati con Wix rispetto ad altri creatori di siti nell’indice di webatla: Squarespace 7,6 Mln in testa, Wix 4,9 Mln, GoDaddy Builder, Weebly e Webflow&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre dei siti web creati con Wix rispetto ad altri creatori di siti nell’indice di webatla: Squarespace 7,6 Mln in testa, Wix 4,9 Mln, GoDaddy Builder, Weebly e Webflow&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Siti attivi per creatore di siti fai-da-te. Fonte: indice di webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;7.597.107&lt;/strong&gt; siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;Wix&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;4.930.392&lt;/strong&gt; siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/godaddy-website-builder&quot;&gt;GoDaddy Website Builder&lt;/a&gt;: 4.653.566 siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/weebly&quot;&gt;Weebly&lt;/a&gt;: 504.102 siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/webflow&quot;&gt;Webflow&lt;/a&gt;: 502.062 siti&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Emergono due fatti. Primo, il mercato dei creatori di siti ha una top three ben definita, formata da Squarespace, Wix e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/godaddy-website-builder&quot;&gt;GoDaddy Website Builder&lt;/a&gt;, seguita da un calo netto verso &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/weebly&quot;&gt;Weebly&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/webflow&quot;&gt;Webflow&lt;/a&gt;, che si attestano a circa un decimo della dimensione di Wix. Secondo, il creatore di siti di GoDaddy è molto più grande di quanto la maggior parte delle persone immagini: con 4.653.566 siti resta indietro rispetto a Wix di meno di 280.000, un margine così ridotto che le posizioni n. 2 e n. 3 sono di fatto in parità. La vera concorrenza di Wix non è Webflow, il preferito degli sviluppatori, ma i due creatori di siti di massa che lo precedono e lo seguono in classifica.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-dicono-le-estensioni-di-dominio&quot;&gt;Cosa dicono le estensioni di dominio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le estensioni di dominio sono un’impronta utile. La maggior parte dei siti realizzati con Wix si trova su &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, ma la coda della distribuzione racconta qualcosa su chi li costruisce.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/f00d8676b4e12ecea50b15ca.png&quot; alt=&quot;Grafico a colonne delle estensioni di primo livello dei siti web creati con Wix: .com 67,2%, .org 4,7%, .uk 4,1%, .net 3,4%, .br 2,5%&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a colonne delle estensioni di primo livello dei siti web creati con Wix: .com 67,2%, .org 4,7%, .uk 4,1%, .net 3,4%, .br 2,5%&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Estensioni principali tra i siti Wix. Fonte: indice di webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; domina con il &lt;strong&gt;67,2%&lt;/strong&gt; (3.313.258 domini), un valore ancora più alto della norma generale del web, segno che piccole imprese e brand personali si orientano verso l’estensione commerciale predefinita. La coda della distribuzione è rivelatrice: &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; al 4,7%&lt;/strong&gt; (232.734 siti) indica no profit, club e gruppi di comunità che hanno scelto un creatore di siti invece di uno sviluppatore, mentre &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; al 4,1%&lt;/strong&gt;, insieme a &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; (3,4%)&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.br&lt;/code&gt; (2,5%)&lt;/strong&gt;, mostra un’adozione significativa nel Regno Unito e in Brasile. Wix non è uno strumento riservato ai negozi statunitensi: la distribuzione delle estensioni è l’impronta di un creatore di siti generico, usato da piccole organizzazioni in tutto il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;che-tipo-di-siti-vengono-realizzati-con-wix&quot;&gt;Che tipo di siti vengono realizzati con Wix&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I dati sulle estensioni indicano un profilo coerente: Wix è lo strumento della piccola organizzazione che vuole un sito senza rivolgersi a uno sviluppatore. Ognuno di questi archetipi è un’impronta che webatla conta direttamente, non una stima.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Piccole imprese e brand personali.&lt;/strong&gt; La quota del 67,2% su &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, superiore alla media generale del web, è la firma di liberi professionisti, servizi locali e siti personali che si orientano verso l’estensione commerciale predefinita.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;No profit e gruppi di comunità.&lt;/strong&gt; La quota del 4,7% su &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; (232.734 siti) è insolitamente alta per un creatore di siti: corrisponde a club, associazioni benefiche e progetti di comunità che hanno scelto il drag-and-drop al posto del codice.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Il piccolo web internazionale.&lt;/strong&gt; La coda formata da &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; (4,1%), &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; (3,4%) e &lt;code&gt;.br&lt;/code&gt; (2,5%) mostra che Wix non è un prodotto riservato agli Stati Uniti: esistono cluster reali nel Regno Unito e in Brasile, anche se la geolocalizzazione dell’hosting, illustrata più avanti, li nasconde.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Nel loro insieme, questi rappresentano la lunga coda del piccolo web: imprese, creator e organizzazioni che hanno rinunciato al controllo in cambio di un sito che potessero costruire da soli.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;dove-webatla-geolocalizza-i-siti-wix-da-leggere-con-attenzio&quot;&gt;Dove webatla geolocalizza i siti Wix: da leggere con attenzione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nell’indice, il &lt;strong&gt;99,2% dei siti Wix è geolocalizzato negli Stati Uniti&lt;/strong&gt;, mentre ogni altro paese si attesta allo 0,1% o meno.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/918a734c8515e13558066ea9.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre della geolocalizzazione dei siti Wix secondo webatla: Stati Uniti 99,2%, seguiti da Germania, Paesi Bassi, Isole Vergini Britanniche e Australia allo 0,1% ciascuno&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre della geolocalizzazione dei siti Wix secondo webatla: Stati Uniti 99,2%, seguiti da Germania, Paesi Bassi, Isole Vergini Britanniche e Australia allo 0,1% ciascuno&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Geolocalizzazione dei siti Wix. Fonte: indice di webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; significa che il 99% degli utenti Wix sia statunitense. È un artefatto tipico delle piattaforme in hosting. Wix serve ogni sito dalla propria infrastruttura, e tale infrastruttura risolve verso gli Stati Uniti: per questo webatla geolocalizza lì quasi l’intera popolazione di siti, indipendentemente da dove si trovi realmente il proprietario. Va notato che Wix ha sede a Tel Aviv, in Israele, non negli Stati Uniti: il segnale del paese riflette i server, non l’azienda né gli utenti. Questo è lo stesso schema che producono sempre le piattaforme in hosting, l’immagine speculare del self-hosted &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt;, i cui siti sono dispersi tra migliaia di host indipendenti in tutto il mondo. Per capire davvero chi costruisce su Wix, ci si può fidare della distribuzione delle estensioni, dove i proprietari registrano i propri nomi, più che della geolocalizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;chi-utilizza-wix-il-creatore-di-siti-nel-contesto-generale&quot;&gt;Chi utilizza Wix: il creatore di siti nel contesto generale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Allargando lo sguardo a tutte le piattaforme, Wix trova il proprio posto nella mappa più ampia di come viene costruito il web. Non è il modo più diffuso per creare un sito: quel primato spetta ancora al self-hosted &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt;, circa cinque volte più grande con 23.589.840 siti, ma tra i creatori di siti in hosting senza codice occupa un chiaro secondo posto, superando per numero il leader dell’e-commerce in hosting &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;Shopify&lt;/a&gt; (2.850.244). Il quadro è quello di un mercato diviso tra un unico gigante CMS self-hosted e un gruppo di creatori di siti e piattaforme di vendita in hosting che si contendono la maggioranza no-code, con Wix in testa a quel gruppo insieme a Squarespace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Consulti l’elenco completo dei siti web creati con Wix, filtrabile per estensione, sulla &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;pagina della tecnologia Wix&lt;/a&gt;. →&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;tendenze-la-variazione-anno-su-anno-un-ricalcolo-dellindice&quot;&gt;Tendenze: la variazione anno su anno è un ricalcolo dell’indice&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’indice di webatla registra una &lt;strong&gt;variazione anno su anno del -71,52%&lt;/strong&gt; nei siti Wix attivi rilevati. Come per qualsiasi variazione basata su un singolo snapshot, una lettura onesta richiede di confrontarla con il resto della categoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nello stesso periodo sono calati tutti i creatori di siti presenti nell’indice: &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/weebly&quot;&gt;Weebly&lt;/a&gt; -88,95%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/webflow&quot;&gt;Webflow&lt;/a&gt; -73,88%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt; -58,13% e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/godaddy-website-builder&quot;&gt;GoDaddy Website Builder&lt;/a&gt; -20,43%. Quando un’intera categoria cala in questo modo, la causa è una ricalibrazione nel modo in cui l’indice conta le installazioni attive tra una scansione e l’altra, un ricalcolo, non milioni di siti scomparsi da un giorno all’altro. Ciò che vale la pena notare è il risultato &lt;em&gt;relativo&lt;/em&gt;: il creatore di siti di GoDaddy ha tenuto meglio, con -20,43%, mentre Wix e i suoi concorrenti hanno registrato cali rilevati più ampi. Il ricalcolo va letto come un avvertimento sulle variazioni assolute anno su anno, mentre il riferimento solido resta la posizione in classifica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il segnale duraturo è proprio questa posizione: Wix è il creatore di siti n. 2 del web, davanti al creatore di siti di GoDaddy e a ogni strumento pensato per gli sviluppatori, e dietro solo a Squarespace.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-vedere-lelenco-dei-siti-web-che-usano-wix&quot;&gt;Come vedere l’elenco dei siti web che usano Wix&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non è necessario stimare nulla di tutto questo. La &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;pagina della tecnologia Wix&lt;/a&gt; su webatla è una vista live e filtrabile di ogni sito rilevato. Qui è possibile:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Consultare il conteggio aggiornato dei siti web attivi creati con Wix (4.930.392, aggiornato a ogni nuova scansione).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Filtrare per estensione di primo livello, per distinguere &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; da &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; e altre estensioni nazionali.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Confrontare Wix fianco a fianco con &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/godaddy-website-builder&quot;&gt;GoDaddy Website Builder&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/webflow&quot;&gt;Webflow&lt;/a&gt; per vedere l’intero panorama dei creatori di siti.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;È il modo più rapido per trasformare l’affermazione «Wix è popolare» in un elenco concreto e utilizzabile di siti web che usano Wix.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-lelenco-completo-dei-siti-web-creati-con-wix&quot;&gt;Ottenere l’elenco completo dei siti web creati con Wix&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;webatla mantiene un elenco live e filtrabile di ogni sito Wix presente nell’indice, tutti i 4.930.392, ordinabile per estensione. Sono gli stessi dati alla base di ogni grafico qui sopra, mantenuti aggiornati man mano che eseguiamo nuove scansioni del web.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;→ Apra la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;pagina della tecnologia Wix&lt;/a&gt; per consultare e filtrare l’elenco completo dei siti costruiti con Wix.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande-frequenti&quot;&gt;Domande frequenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanti siti web sono creati con Wix?&lt;/strong&gt;
webatla indicizza 4.930.392 siti web attivi creati con Wix, dato aggiornato a luglio 2026: l’1,6% di tutti i domini presenti nell’indice, e il secondo creatore di siti più grande dopo Squarespace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chi è più grande, Wix o Squarespace?&lt;/strong&gt;
&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt; è più grande per numero di siti, con 7.597.107 contro i 4.930.392 di Wix. Wix è al secondo posto, di poco davanti a GoDaddy Website Builder (4.653.566).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché il 99,2% dei siti Wix risulta con sede negli Stati Uniti?&lt;/strong&gt;
Perché Wix è una piattaforma in hosting che serve ogni sito dalla propria infrastruttura, la quale risolve verso gli Stati Uniti. La suddivisione per paese riflette da dove vengono serviti i siti, non dove vivono i proprietari. Wix stessa ha sede a Tel Aviv, in Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali estensioni di dominio usano i siti Wix?&lt;/strong&gt;
&lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; guida con il 67,2%, seguito da &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; (4,7%), &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; (4,1%), &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; (3,4%) e &lt;code&gt;.br&lt;/code&gt; (2,5%).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dove posso vedere un elenco dei siti web che usano Wix?&lt;/strong&gt;
Apra la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;pagina della tecnologia Wix&lt;/a&gt; su webatla, dove l’elenco completo dei siti Wix attivi è filtrabile per estensione.&lt;/p&gt;
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    <id>https://webatla.com/it/blog/websites-made-with-shopify</id>
    <title>Siti web creati con Shopify: 2,85 Mln di negozi attivi (2026)</title>
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    <published>2026-07-10T15:00:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-09T17:17:34.434Z</updated>
    <author><name>webatla</name></author>
    <summary>webatla indicizza 2.850.244 siti web creati con Shopify: lo 0,9% di tutti i domini e la seconda piattaforma di e-commerce. Consulti le estensioni di dominio, i rivali e i dati, poi esplori l’elenco completo</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Informazioni su webatla.&lt;/strong&gt; webatla è una piattaforma di domain intelligence. Effettuiamo il crawling e il fingerprinting dei domini in tutto il web e registriamo quale tecnologia utilizza ciascun sito, la stessa categoria di strumento di BuiltWith o Wappalyzer, con una copertura più ampia. Ogni numero in questa pagina proviene dall’indice webatla, aggiornato l’ultima volta il 7 luglio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attualmente nell’indice webatla sono presenti &lt;strong&gt;2.850.244 siti web creati con Shopify&lt;/strong&gt;, pari allo &lt;strong&gt;0,9% di tutti i domini monitorati&lt;/strong&gt;, il che ne fa la seconda piattaforma di e-commerce dedicata più grande del web, dietro solo a &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt;. Questo articolo analizza dove si collocano questi negozi, cosa rivelano i loro domini, perché i dati sui paesi non sono quello che sembrano a prima vista, e come ottenere l’elenco completo dei siti.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cos-realmente-shopify&quot;&gt;Cos’è realmente Shopify&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Shopify è una piattaforma di e-commerce hosted (SaaS), fondata nel 2006 e con sede a Ottawa, in Canada. A differenza di uno stack self-hosted, il commerciante non installa Shopify sul proprio server, il negozio gira sull’infrastruttura di Shopify, dietro un dominio personalizzato o un indirizzo &lt;code&gt;myshopify.com&lt;/code&gt;. Questo modello di hosting è rilevante per i dati riportati di seguito: cambia il significato stesso di «dove vive un sito», ed è il motivo per cui i siti basati su Shopify appaiono diversi, nell’indice, rispetto ai siti costruiti su WordPress.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;quanti-siti-web-sono-creati-con-shopify&quot;&gt;Quanti siti web sono creati con Shopify?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il dato principale: &lt;strong&gt;2.850.244 negozi attivi&lt;/strong&gt; utilizzano Shopify nell’indice webatla, pari allo &lt;strong&gt;0,9% di tutti i domini indicizzati&lt;/strong&gt;. Preso da solo, questo 0,9% sembra poco, ma la categoria del commercio è ristretta e concentrata. Ecco come il numero di siti web creati con Shopify si confronta con le altre piattaforme di e-commerce dedicate scelte dai commercianti.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/d74bf02e7d0fb30504962a04.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre dei siti web creati con Shopify rispetto ad altre piattaforme di e-commerce nell’indice webatla, con WooCommerce a 3,4 Mln e Shopify a 2,85 Mln in testa a Magento, PrestaShop e BigCommerce&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre dei siti web creati con Shopify rispetto ad altre piattaforme di e-commerce nell’indice webatla, con WooCommerce a 3,4 Mln e Shopify a 2,85 Mln in testa a Magento, PrestaShop e BigCommerce&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Siti attivi per piattaforma di e-commerce dedicata. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;3.377.108&lt;/strong&gt; siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;Shopify&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;2.850.244&lt;/strong&gt; siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/magento&quot;&gt;Magento&lt;/a&gt;: 75.035 siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/prestashop&quot;&gt;PrestaShop&lt;/a&gt;: 70.633 siti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/bigcommerce&quot;&gt;BigCommerce&lt;/a&gt;: 26.333 siti&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Emergono due dati interessanti. Primo, il web del commercio è un duopolio: WooCommerce e Shopify insieme rappresentano la stragrande maggioranza dei negozi rilevati, e tutto il resto è irrilevante al confronto, con Magento, PrestaShop e BigCommerce che si fermano nelle decine di migliaia, non nei milioni. Secondo, Shopify è la &lt;strong&gt;più grande piattaforma di e-commerce hosted&lt;/strong&gt;, ma non è la più grande piattaforma di e-commerce in assoluto. WooCommerce, un plugin open source che gira su &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt;, la supera di circa 527.000 siti. Se si confrontano solo le piattaforme SaaS, Shopify vince nettamente: l’unica cosa più grande è l’alternativa self-hosted su WordPress.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-rivelano-le-estensioni-di-dominio&quot;&gt;Cosa rivelano le estensioni di dominio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le estensioni di dominio sono un’impronta utile, e quelle di Shopify sono particolari. La maggior parte dei siti che usano Shopify si trova su &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, ma il livello successivo non ha eguali in nessuna piattaforma generalista: estensioni create appositamente per il commercio.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/9c3a714d204e3e127f5a037c.png&quot; alt=&quot;Grafico a colonne delle estensioni di primo livello dei siti web creati con Shopify: .com 64,8%, .store 5,0%, .shop 4,0%, .uk 2,7%, .au 2,1%&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a colonne delle estensioni di primo livello dei siti web creati con Shopify: .com 64,8%, .store 5,0%, .shop 4,0%, .uk 2,7%, .au 2,1%&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le estensioni principali tra i siti Shopify. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; guida con il &lt;strong&gt;64,8%&lt;/strong&gt; (1.846.439 domini), un dato poco sorprendente. Ciò che spicca è il secondo e il terzo posto: &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.store&lt;/code&gt; al 5,0%&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt; al 4,0%&lt;/strong&gt;. Si tratta di estensioni dedicate esclusivamente al retail, e la loro rilevanza è un segnale che si vede raramente fuori dal commercio, una nuova ondata di negozi che hanno registrato un nome che dice letteralmente «shop». Seguono poi &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; (2,7%) e &lt;code&gt;.au&lt;/code&gt; (2,1%), a indicare una forte adozione nel Regno Unito e in Australia. Il cluster &lt;code&gt;.store&lt;/code&gt;/&lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt; è l’indizio più chiaro, a livello di dominio, che una popolazione di siti è commerciale e non editoriale.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;dove-webatla-geolocalizza-i-siti-shopify-da-leggere-con-atte&quot;&gt;Dove webatla geolocalizza i siti Shopify: da leggere con attenzione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ecco il numero che sembra eclatante e che richiede un contesto. Nell’indice, &lt;strong&gt;il 93,8% dei siti Shopify si geolocalizza in Canada&lt;/strong&gt;, con gli Stati Uniti lontani al secondo posto con il 4,8%.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/4e4348303bf986f2fe21d0d5.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre della geolocalizzazione dei siti Shopify secondo webatla: Canada 93,8%, Stati Uniti 4,8%, Germania 0,3%, Vietnam 0,2%, Cipro 0,2%&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre della geolocalizzazione dei siti Shopify secondo webatla: Canada 93,8%, Stati Uniti 4,8%, Germania 0,3%, Vietnam 0,2%, Cipro 0,2%&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Geolocalizzazione dei siti Shopify. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; significa che il 94% dei commercianti Shopify sia canadese. È un artefatto tipico delle piattaforme hosted. Poiché un negozio creato su Shopify gira sull’infrastruttura di Shopify stessa, ed essendo Shopify un’azienda canadese, i domini puntano a quell’infrastruttura, e webatla li geolocalizza di conseguenza. Il Canada qui è la sede di Shopify, non quella del commerciante. È l’immagine speculare di &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt; self-hosted, i cui siti si disperdono tra migliaia di host indipendenti in decine di paesi, perché ogni proprietario sceglie il proprio server. La lezione riguarda l’alfabetizzazione ai dati: per qualsiasi piattaforma SaaS, la ripartizione per paese riflette da dove viene servita la piattaforma, non dove si trovano i suoi clienti. Per leggere la domanda, ci si può fidare più della suddivisione per estensione di dominio, cioè di dove i commercianti registrano davvero i propri nomi, che della geolocalizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;chi-crea-con-shopify&quot;&gt;Chi crea con Shopify&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’indice webatla rileva anche il panorama commerciale più ampio attorno a Shopify, ovvero le piattaforme e le funzionalità che emergono quando si esegue il fingerprinting di un carrello degli acquisti. Rispetto al quadro più ampio, Shopify si colloca a metà classifica per numero grezzo di siti, perché i siti creati con builder «commerce-capable» gonfiano la parte alta della lista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli esempi rilevati direttamente su Shopify sono uno spaccato rappresentativo di ciò che la piattaforma ospita: nomi noti della vendita al dettaglio accanto a negozi di nicchia. Tra i siti attivi che l’indice individua ci sono &lt;code&gt;myfonts.com&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;fleetfeet.com&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;fashionnova.com&lt;/code&gt;, rispettivamente un marketplace di font, una catena di negozi di scarpe da running e un marchio di moda, oltre allo stesso &lt;code&gt;shopify.com&lt;/code&gt; di Shopify. Questa varietà, che va dai negozi monoprodotto ai marchi da nove cifre, spiega perché il numero di negozi della piattaforma sia allo stesso tempo elevato e commercialmente denso: quasi ognuno di questi 2,85 Mln di domini esiste per vendere qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Consulti l’elenco completo dei siti web creati con Shopify, filtrabile per paese ed estensione, sulla &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;pagina della tecnologia Shopify&lt;/a&gt;. →&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;shopify-nel-quadro-pi-ampio-del-commercio&quot;&gt;Shopify nel quadro più ampio del commercio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le piattaforme dedicate sono solo una parte della storia. webatla rileva anche la &lt;em&gt;capacità&lt;/em&gt; commerciale, ovvero le funzionalità di carrello integrate nei builder di siti generalisti, e con questa misura più ampia il quadro cambia. Il commercio su &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt; compare su circa 7,6 Mln di siti e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;Wix&lt;/a&gt; eCommerce su circa 1,4 Mln, mentre &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt; si attesta a circa 3,5 Mln nello stesso taglio di dati. La distinzione è importante: un builder di siti con una funzione negozio attivata non è la stessa cosa di un negozio creato appositamente. I 2.850.244 domini di Shopify appartengono in stragrande maggioranza a questa seconda categoria, siti che esistono per vendere, ed è per questo che il suo numero di negozi ha più peso commerciale per dominio rispetto all’opzione di commercio facoltativa di un builder. Quando qualcuno chiede su quale piattaforma si trovino i veri negozi, la risposta onesta è Shopify e WooCommerce: i builder restano indietro non appena si separano i negozi attivi dalle pagine semplicemente capaci di vendere.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;tendenze-il-dato-anno-su-anno-un-ricalcolo-dellindice&quot;&gt;Tendenze: il dato anno su anno è un ricalcolo dell’indice&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’indice webatla registra una &lt;strong&gt;variazione anno su anno del -32,61%&lt;/strong&gt; nei negozi Shopify attivi rilevati. Come per qualsiasi variazione basata su un singolo snapshot, una lettura onesta richiede di guardare anche al resto della categoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nello stesso periodo, ogni piattaforma di e-commerce dell’indice è scesa: &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt; -61,70%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/magento&quot;&gt;Magento&lt;/a&gt; -70,02%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/prestashop&quot;&gt;PrestaShop&lt;/a&gt; -90,31% e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/bigcommerce&quot;&gt;BigCommerce&lt;/a&gt; -92,02%. Quando un’intera categoria scende in questo modo, la causa è una ricalibrazione nel modo in cui l’indice conta le installazioni attive tra una scansione e l’altra, un ricalcolo, non milioni di negozi che chiudono da un giorno all’altro. Ciò che è davvero degno di nota è il risultato &lt;em&gt;relativo&lt;/em&gt;: con il -32,61%, Shopify è la piattaforma che in questo ricalcolo ha perso la quota più piccola tra tutte le principali piattaforme di e-commerce. Qualunque sia il metodo di conteggio assoluto, Shopify ha mantenuto la propria presenza rilevata meglio dei rivali, il che è coerente con una piattaforma hosted che mantiene i negozi attivi e raggiungibili, invece di lasciare che installazioni self-hosted obsolete si spengano lentamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il segnale duraturo è la posizione: Shopify è la piattaforma di e-commerce n. 2 in assoluto, la n. 1 tra quelle hosted, ed è più di 100 volte più grande della successiva piattaforma hosted dedicata, BigCommerce.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-vedere-lelenco-dei-siti-web-che-usano-shopify&quot;&gt;Come vedere l’elenco dei siti web che usano Shopify&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non c’è bisogno di stimare nulla di tutto questo. La &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;pagina della tecnologia Shopify&lt;/a&gt; su webatla è una vista in tempo reale e filtrabile di ogni negozio rilevato. Qui è possibile:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Consultare il conteggio aggiornato dei siti web attivi creati con Shopify (2.850.244, aggiornato a ogni nuova scansione).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Filtrare per estensione di primo livello per isolare &lt;code&gt;.store&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; o le estensioni nazionali.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Confrontare Shopify direttamente con &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/magento&quot;&gt;Magento&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/bigcommerce&quot;&gt;BigCommerce&lt;/a&gt; per vedere l’intero panorama del commercio.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;È il modo più rapido per trasformare «Shopify è grande» in un elenco concreto e utilizzabile di siti web che usano Shopify.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-lelenco-completo-dei-siti-web-creati-con-shopify&quot;&gt;Ottenere l’elenco completo dei siti web creati con Shopify&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;webatla mantiene un elenco in tempo reale e filtrabile di ogni negozio Shopify presente nell’indice, tutti i 2.850.244, ordinabile per estensione e paese. Sono gli stessi dati alla base di ogni grafico qui sopra, mantenuti aggiornati a ogni nuova scansione del web.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;→ Apra la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;pagina della tecnologia Shopify&lt;/a&gt; per consultare e filtrare l’elenco completo dei siti basati su Shopify.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande-frequenti&quot;&gt;Domande frequenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanti siti web sono creati con Shopify?&lt;/strong&gt;
webatla indicizza 2.850.244 siti web attivi creati con Shopify a partire da luglio 2026, pari allo 0,9% di tutti i domini nell’indice, ed è la seconda piattaforma di e-commerce dedicata più grande dopo WooCommerce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chi è più grande, Shopify o WooCommerce?&lt;/strong&gt;
In base al numero grezzo di siti, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt; è leggermente più grande (3.377.108 contro 2.850.244). Shopify è la più grande piattaforma di e-commerce &lt;em&gt;hosted&lt;/em&gt;, mentre WooCommerce è un plugin self-hosted per WordPress.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché il 93,8% dei siti Shopify risulta canadese?&lt;/strong&gt;
Poiché Shopify è una piattaforma hosted con sede in Canada, i suoi negozi puntano all’infrastruttura di Shopify stessa. La ripartizione per paese riflette da dove viene servita la piattaforma, non dove si trovano i commercianti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali estensioni di dominio usano i negozi Shopify?&lt;/strong&gt;
&lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; guida con il 64,8%, seguito dalle estensioni specifiche per il commercio &lt;code&gt;.store&lt;/code&gt; (5,0%) e &lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt; (4,0%), poi da &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; (2,7%) e &lt;code&gt;.au&lt;/code&gt; (2,1%).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dove posso vedere un elenco dei siti web che usano Shopify?&lt;/strong&gt;
Apra la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;pagina della tecnologia Shopify&lt;/a&gt; su webatla, dove l’elenco completo dei negozi Shopify attivi è filtrabile per paese ed estensione.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/websites-that-use-cloudflare</id>
    <title>Siti web che usano Cloudflare: 54,4 Mln attivi (2026)</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/websites-that-use-cloudflare"/>
    <published>2026-07-09T15:00:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-09T17:04:05.276Z</updated>
    <author><name>webatla</name></author>
    <summary>webatla indicizza 54.437.496 siti web che usano Cloudflare, il 17,7% del web e la tecnologia più diffusa online. Consulti i dati, i concorrenti e l’elenco completo.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Informazioni su webatla.&lt;/strong&gt; webatla è una piattaforma di domain intelligence. Eseguiamo il crawling e il fingerprinting dei domini in tutto il web e registriamo quale tecnologia utilizza ogni sito, la stessa categoria di strumento di BuiltWith o Wappalyzer, con una copertura più ampia. Ogni numero in questa pagina proviene dall’indice webatla, aggiornato l’ultima volta il 7 luglio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al momento l’indice webatla conta &lt;strong&gt;54.437.496 siti web che usano Cloudflare&lt;/strong&gt; attivi, pari al &lt;strong&gt;17,7% di tutti i domini monitorati&lt;/strong&gt;: la tecnologia singola più diffusa nell’intero indice, davanti a qualsiasi CMS, server o strumento di analisi. Quasi un sito su sei sul web si trova dietro Cloudflare.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cos-davvero-cloudflare&quot;&gt;Cos’è davvero Cloudflare&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Cloudflare è un reverse proxy: si posiziona davanti a un sito web, tra i visitatori e il server di origine. Da questa posizione offre tre cose contemporaneamente: una content delivery network (CDN) che mette in cache e velocizza le pagine, un livello di sicurezza (WAF, mitigazione DDoS, filtraggio dei bot), motivo per cui molti descrivono i propri siti come «protetti da Cloudflare», e un servizio di DNS gestito. Poiché un sito punta il proprio dominio verso Cloudflare, il fingerprint è inequivocabile e viene rilevato a ogni richiesta, un aspetto rilevante per i dati che seguono. Fondata nel 2009, Cloudflare copre oggi una quota del web maggiore di qualsiasi altra singola tecnologia monitorata da webatla.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;i-siti-che-usano-cloudflare-rispetto-al-resto-del-mercato-cd&quot;&gt;I siti che usano Cloudflare rispetto al resto del mercato CDN&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il dato principale, &lt;strong&gt;54.437.496 siti attivi, il 17,7% di tutti i domini indicizzati&lt;/strong&gt;, si comprende appieno solo guardando alla concorrenza. Cloudflare non è la CDN leader. È l’unica CDN che opera su scala globale del web.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/1b23662f419edd791ec83358.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre dei siti web che usano Cloudflare rispetto ad altre CDN reverse proxy nell’indice webatla, Cloudflare con 54,4 Mln che surclassa Amazon CloudFront, Fastly e Akamai&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre dei siti web che usano Cloudflare rispetto ad altre CDN reverse proxy nell’indice webatla, Cloudflare con 54,4 Mln che surclassa Amazon CloudFront, Fastly e Akamai&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Siti attivi per CDN reverse proxy. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/cloudflare&quot;&gt;Cloudflare&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;54.437.496&lt;/strong&gt; siti (17,7%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/amazon-cloudfront&quot;&gt;Amazon CloudFront&lt;/a&gt;: 1.482.887 siti (0,5%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/fastly&quot;&gt;Fastly&lt;/a&gt;: 1.030.468 siti (0,3%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/akamai&quot;&gt;Akamai&lt;/a&gt;: 25.532 siti (0,0%)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Il divario non è un semplice vantaggio. È una scala completamente diversa. Cloudflare è presente su &lt;strong&gt;37× più siti di &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/amazon-cloudfront&quot;&gt;Amazon CloudFront&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, la prossima CDN reverse proxy per diffusione, e oltre 50× quelli di &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/fastly&quot;&gt;Fastly&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/akamai&quot;&gt;Akamai&lt;/a&gt;, la CDN che di fatto ha inventato la categoria, mostra oggi soltanto 25.532 siti attivi nell’indice. Sommando tutti i concorrenti reverse proxy dedicati, il totale è inferiore a 2,6 Mln, meno del 5% della copertura di Cloudflare. Per chiunque ragioni sul livello di distribuzione e sicurezza del web, esiste un solo nome che conta e una lunga coda di tutti gli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per percepire la scala assoluta, si confronti Cloudflare con le piattaforme che vengono chiamate giganti: i suoi 54.437.496 siti sono più del doppio dell’intera base di installazioni di &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt; (23.589.840). Il modo più comune di posizionarsi davanti a un sito supera, due a uno, il modo più comune di costruirne uno. Questo è il motivo per cui Cloudflare compare davanti a siti costruiti su ogni CMS, server e piattaforma di e-commerce presente nell’indice: non è un concorrente di questi strumenti ma il livello che li avvolge tutti.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-dicono-le-estensioni-di-dominio&quot;&gt;Cosa dicono le estensioni di dominio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le estensioni di dominio sono un fingerprint utile, e quelle di Cloudflare confermano che copre l’intero web e non una singola nicchia.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/21a4fc02c5f635cd9f062c84.png&quot; alt=&quot;Grafico a colonne delle estensioni di primo livello dei siti web che usano Cloudflare: .com 46,8%, .org 3,4%, .net 2,8%, .shop 2,3%, .info 2,1%&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a colonne delle estensioni di primo livello dei siti web che usano Cloudflare: .com 46,8%, .org 3,4%, .net 2,8%, .shop 2,3%, .info 2,1%&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le estensioni principali tra i siti Cloudflare. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; guida con il &lt;strong&gt;46,8%&lt;/strong&gt; (25.477.102 domini), vicino alla media generale del web: Cloudflare non è sbilanciata verso un solo tipo di sito. A colpire, più in basso, è l’ampiezza: &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; (3,4%) per le organizzazioni no profit, &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; (2,8%) per infrastrutture e siti storici, e poi due segnali legati a commercio e contenuti, &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt; (2,3%)&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;code&gt;.info&lt;/code&gt; (2,1%)&lt;/strong&gt;. La presenza di &lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt; tra le prime cinque è degna di nota: significa che una larga fetta dei nuovi negozi online del web passa attraverso Cloudflare per velocità e protezione. Il punto è proprio questa diffusione: i siti protetti da Cloudflare provengono da ogni angolo del web, non da una singola nicchia di settore.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;chi-mette-cloudflare-davanti-al-proprio-sito&quot;&gt;Chi mette Cloudflare davanti al proprio sito&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La diffusione di Cloudflare è ampia perché risolve tre problemi comuni a ogni sito. Come CDN mette in cache i contenuti vicino ai visitatori, così le pagine si caricano più velocemente. Come livello di sicurezza assorbe gli attacchi DDoS e filtra i bot, il motivo per cui tanti gestori descrivono i propri siti come protetti da Cloudflare. E come DNS gestito è spesso il modo più rapido e semplice per puntare un dominio. Questi tre compiti valgono tanto per un blog personale quanto per una banca, ed è per questo che la distribuzione delle estensioni vista sopra va dai negozi &lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt; alle organizzazioni no profit &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; fino alle aziende &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;. Non esiste un unico profilo di cliente Cloudflare: al 17,7% del web, il profilo è il web stesso. Questa ubiquità è ciò che rende utile l’elenco: filtrandolo si ottiene di fatto un campione rappresentativo di ogni sito attivo online, per paese, estensione o le altre tecnologie utilizzate da ciascun sito.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;dove-webatla-geolocalizza-i-siti-cloudflare-leggere-con-atte&quot;&gt;Dove webatla geolocalizza i siti Cloudflare: leggere con attenzione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La ripartizione per paese richiede un contesto, perché Cloudflare è un proxy. Nell’indice, &lt;strong&gt;il 74,4% dei siti Cloudflare è geolocalizzato negli Stati Uniti&lt;/strong&gt;, seguito dal Canada al 9,5%.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/418e3b5eb3a155b1080abe66.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre della geolocalizzazione dei siti Cloudflare secondo webatla: Stati Uniti 74,4%, Canada 9,5%, Germania 3,4%, Hong Kong 1,3%, Australia 1,1%&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre della geolocalizzazione dei siti Cloudflare secondo webatla: Stati Uniti 74,4%, Canada 9,5%, Germania 3,4%, Hong Kong 1,3%, Australia 1,1%&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Geolocalizzazione dei siti Cloudflare. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poiché Cloudflare risponde per un dominio dal proprio edge anycast, il paese registrato da webatla è la posizione dell’&lt;strong&gt;IP Cloudflare che gestisce la richiesta&lt;/strong&gt;, non del server di origine né del proprietario del sito. Lo spazio di indirizzi di Cloudflare è registrato prevalentemente negli Stati Uniti, quindi la mappa risulta fortemente sbilanciata verso gli Stati Uniti indipendentemente da dove il sito venga effettivamente gestito o consultato. È lo stesso effetto prodotto dalle piattaforme hosted, con i siti che risolvono verso l’infrastruttura del fornitore anziché verso quella del cliente, ed è l’immagine speculare del &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt; self-hosted, i cui siti sono distribuiti tra host indipendenti in tutto il mondo. Si legga la geografia di Cloudflare come geografia di rete, non come geografia del pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cloudflare-e-il-livello-di-distribuzione-pi-ampio&quot;&gt;Cloudflare e il livello di distribuzione più ampio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il conteggio dei reverse proxy è solo una parte della copertura di Cloudflare. Il web si appoggia anche a CDN per asset e script, e Cloudflare è presente pure in questo livello. &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/google-cloud-cdn&quot;&gt;Google Cloud CDN&lt;/a&gt; compare su 9.141.337 siti, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/cdnjs&quot;&gt;cdnjs&lt;/a&gt;, una CDN gratuita per script mantenuta da Cloudflare, su 6.077.234, e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/jsdelivr&quot;&gt;jsDelivr&lt;/a&gt; su 5.086.086. Anche mettendo da parte l’attività di proxy, una delle più grandi CDN per script del web è un progetto di Cloudflare. Nel complesso, il livello di distribuzione e asset è una delle categorie tecnologiche più dense monitorate da webatla, e Cloudflare è leader o presenza rilevante in ogni sua parte.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;tendenze-il-numero-che-si-mosso-appena&quot;&gt;Tendenze: il numero che si è mosso appena&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La variazione anno su anno di Cloudflare è del &lt;strong&gt;-9,67%&lt;/strong&gt;, un movimento contenuto in un indice pieno di cali marcati. Questo conta perché la maggior parte delle tecnologie in questa istantanea mostra ampie oscillazioni negative dovute a un ricalcolo dell’indice (un cambiamento nel modo in cui le installazioni attive vengono conteggiate tra una scansione e l’altra): i suoi stessi rivali CDN sono calati molto più bruscamente, con &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/fastly&quot;&gt;Fastly&lt;/a&gt; in calo del 42,00%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/amazon-cloudfront&quot;&gt;Amazon CloudFront&lt;/a&gt; del 47,01%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/google-cloud-cdn&quot;&gt;Google Cloud CDN&lt;/a&gt; del 68,83% e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/akamai&quot;&gt;Akamai&lt;/a&gt; dell’89,13%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cloudflare si è mossa appena. Il motivo è il suo fingerprint: un sito dietro Cloudflare lo dichiara a ogni risposta, in modo inequivocabile, così le nuove scansioni lo rilevano in modo coerente mentre i segnali più incerti vengono ricalcolati. In pratica questo rende &lt;strong&gt;54.437.496 il grande numero più affidabile dell’indice&lt;/strong&gt;, l’unica tecnologia il cui conteggio si può citare con il minor numero di riserve. Questa stabilità, non solo la dimensione, è ciò che rende Cloudflare l’infrastruttura di default del web.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-vedere-lelenco-dei-siti-che-usano-cloudflare&quot;&gt;Come vedere l’elenco dei siti che usano Cloudflare&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non è necessario stimare nulla di tutto questo. La &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/cloudflare&quot;&gt;pagina tecnologia di Cloudflare&lt;/a&gt; su webatla è una vista in tempo reale e filtrabile di ogni sito rilevato dietro Cloudflare. Da lì è possibile:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Consultare il conteggio aggiornato dei siti web attivi che usano Cloudflare (54.437.496, aggiornato a ogni nuova scansione).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Filtrare per estensione di primo livello per isolare &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; o le estensioni nazionali.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Confrontare Cloudflare con &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/amazon-cloudfront&quot;&gt;Amazon CloudFront&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/fastly&quot;&gt;Fastly&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/akamai&quot;&gt;Akamai&lt;/a&gt; per vedere l’intero panorama del livello di distribuzione.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;È il modo più rapido per trasformare «tutto gira su Cloudflare» in un elenco concreto e utilizzabile di siti che usano Cloudflare.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-lelenco-completo-dei-siti-che-usano-cloudflare&quot;&gt;Ottenere l’elenco completo dei siti che usano Cloudflare&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;webatla mantiene un elenco in tempo reale e filtrabile di ogni sito Cloudflare presente nell’indice, tutti i 54.437.496, ordinabile per estensione e paese. Sono gli stessi dati alla base di ogni grafico qui sopra, mantenuti aggiornati a ogni nuova scansione del web.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;→ Aprire la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/cloudflare&quot;&gt;pagina tecnologia di Cloudflare&lt;/a&gt; per consultare e filtrare l’elenco completo dei siti protetti da Cloudflare.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;faq&quot;&gt;FAQ&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanti siti web usano Cloudflare?&lt;/strong&gt;
webatla indicizza 54.437.496 siti web attivi che usano Cloudflare a luglio 2026, il 17,7% di tutti i domini presenti nell’indice, e la tecnologia singola più diffusa monitorata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cloudflare è la CDN più grande?&lt;/strong&gt;
Con ampio margine. Con 54.437.496 siti, gira su un numero di domini 37× superiore a quello di &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/amazon-cloudfront&quot;&gt;Amazon CloudFront&lt;/a&gt; e oltre 50× quello di &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/fastly&quot;&gt;Fastly&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/akamai&quot;&gt;Akamai&lt;/a&gt; mostra invece soltanto 25.532 siti attivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché la maggior parte dei siti Cloudflare risulta con sede negli Stati Uniti?&lt;/strong&gt;
Perché Cloudflare è un reverse proxy che risponde dai propri IP anycast registrati negli Stati Uniti. Il paese riflette l’edge Cloudflare che serve ciascun dominio, non il server di origine né il proprietario del sito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;«Protetto da Cloudflare» significa ospitato da Cloudflare?&lt;/strong&gt;
No. Cloudflare si posiziona davanti a un sito come CDN e livello di sicurezza. L’origine è di solito ospitata altrove. Il dominio del sito punta verso Cloudflare, ed è per questo che webatla lo rileva a ogni richiesta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dove posso vedere un elenco di siti web che usano Cloudflare?&lt;/strong&gt;
Aprire la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/cloudflare&quot;&gt;pagina tecnologia di Cloudflare&lt;/a&gt; su webatla, dove l’elenco completo dei siti Cloudflare attivi è filtrabile per paese ed estensione.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/websites-created-using-wordpress</id>
    <title>Siti web creati con WordPress: 23,6 Mln attivi (luglio 2026)</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/websites-created-using-wordpress"/>
    <published>2026-07-08T13:19:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-08T13:54:39.780Z</updated>
    <author><name>webatla</name></author>
    <summary>webatla indicizza 23.589.840 siti web creati con WordPress, il 7,7% del web. Consulti i paesi, le versioni e i plugin che ci sono dietro, e come ottenere l’elenco completo di ogni sito.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Informazioni su webatla.&lt;/strong&gt; webatla è una piattaforma di domain intelligence. Effettuiamo la scansione e il fingerprinting dei domini in tutto il web e registriamo quale tecnologia utilizza ciascun sito, la stessa categoria di strumento di BuiltWith o Wappalyzer, con una copertura più ampia. Ogni numero in questa pagina proviene dall’indice webatla, aggiornato l’ultima volta il 6 luglio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono &lt;strong&gt;23.589.840 siti web creati con WordPress&lt;/strong&gt; attivi nell’indice webatla in questo momento, il &lt;strong&gt;7,7% di ogni dominio che monitoriamo&lt;/strong&gt;, più di quanto totalizzino insieme le successive cinque piattaforme per siti web presenti nel nostro indice. Questo articolo analizza chi utilizza WordPress, dove si trovano questi siti, quali plugin tengono insieme l’ecosistema e come ottenere l’elenco completo dei siti.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;che-cos-davvero-wordpress&quot;&gt;Che cos’è davvero WordPress&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;WordPress è un sistema di gestione dei contenuti (CMS) open source, rilasciato per la prima volta nel 2003. Genera le pagine a partire da un core PHP, un tema e una serie di plugin, e fa funzionare di tutto, dai blog a firma singola agli editori enterprise fino ai negozi online. Poiché è gratuito, installabile in autonomia e infinitamente estendibile, è diventato il modo predefinito per creare un sito web, ed è esattamente per questo che il numero di siti costruiti con WordPress supera di gran lunga ogni alternativa. Il fingerprint di WordPress è misurabile, ed è questo che webatla conta.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;quanti-siti-web-sono-creati-con-wordpress&quot;&gt;Quanti siti web sono creati con WordPress?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il dato principale: &lt;strong&gt;23.589.840 siti attivi&lt;/strong&gt; utilizzano WordPress nell’indice webatla, il &lt;strong&gt;7,7% di tutti i domini indicizzati&lt;/strong&gt;. Per contestualizzare questa quota, ecco come il numero di siti web creati con WordPress si confronta con le altre piattaforme scelte in alternativa.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/34448c845a7a05234e6890bf.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre dei siti web creati con WordPress rispetto ad altre piattaforme nell’indice webatla, WordPress con 23,6 Mln in testa su Squarespace, Wix, Shopify, Joomla e Drupal&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre dei siti web creati con WordPress rispetto ad altre piattaforme nell’indice webatla, WordPress con 23,6 Mln in testa su Squarespace, Wix, Shopify, Joomla e Drupal&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Siti attivi per piattaforma. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;WordPress&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;23.589.840&lt;/strong&gt; siti (7,7%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/squarespace&quot;&gt;Squarespace&lt;/a&gt;: 7.240.492 siti (2,4%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wix&quot;&gt;Wix&lt;/a&gt;: 4.617.356 siti (1,5%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;Shopify&lt;/a&gt;: 2.746.823 siti (0,9%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/joomla&quot;&gt;Joomla&lt;/a&gt;: 554.966 siti (0,2%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/drupal&quot;&gt;Drupal&lt;/a&gt;: 240.289 siti (0,1%)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;WordPress gira su &lt;strong&gt;3,3 volte più siti di Squarespace&lt;/strong&gt;, la piattaforma successiva per dimensioni, e su più domini di Squarespace, Wix, Shopify, Joomla e Drupal messi insieme. Quando si dice che la maggior parte del web è costruita su WordPress, è questa la forma dell’affermazione: una piattaforma, una quota del 7,7% di tutto ciò che indicizziamo, e una lunga coda di tutti gli altri.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;chi-crea-siti-con-wordpress-il-livello-di-plugin-e-temi&quot;&gt;Chi crea siti con WordPress: il livello di plugin e temi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un’installazione di WordPress allo stato puro raramente racconta tutta la storia. La maggior parte dei siti web realizzati con WordPress è assemblata a partire da un page builder, un plugin SEO, un livello di caching e un tema. Contare questi componenti aggiuntivi indica che tipo di siti vengono costruiti, e l’indice webatla monitora ciascuno di essi separatamente.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/d3c38bd0991508164a8194c6.png&quot; alt=&quot;Grafico a barre dei principali plugin e temi WordPress per installazioni attive nell’indice webatla: Elementor, Yoast SEO, LiteSpeed Cache, WooCommerce e Astra&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a barre dei principali plugin e temi WordPress per installazioni attive nell’indice webatla: Elementor, Yoast SEO, LiteSpeed Cache, WooCommerce e Astra&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Principali plugin e temi WordPress per installazioni attive. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/elementor&quot;&gt;Elementor&lt;/a&gt;: 7.887.817 siti (2,6%). Un page builder drag-and-drop, presente in circa un sito WordPress su tre tra quelli rilevati.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/yoast-seo&quot;&gt;Yoast SEO&lt;/a&gt;: 7.333.886 siti (2,4%). Il plugin SEO dominante, un segnale che si tratta di siti costruiti per essere trovati nei motori di ricerca.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/litespeed-cache&quot;&gt;LiteSpeed Cache&lt;/a&gt;: 3.927.733 siti (1,3%). Caching a livello server, un indicatore di hosting orientato alle prestazioni.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt;: 3.377.108 siti (1,1%). Il livello di commercio che trasforma WordPress in un negozio, ognuno di questi è un negozio online.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/astra&quot;&gt;Astra&lt;/a&gt;: 2.077.184 siti (0,7%). Un tema leggero pensato per abbinarsi ai page builder.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Il mix è rivelatore. I due componenti aggiuntivi più comuni sono un page builder e un plugin SEO, il che descrive il progetto WordPress mediano: un sito di marketing o di contenuti che qualcuno vuole posizionare nei motori di ricerca. I &lt;strong&gt;3,4 milioni di installazioni di WooCommerce&lt;/strong&gt; mostrano il secondo caso d’uso più diffuso, WordPress come motore di e-commerce, in diretta concorrenza con i siti &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/shopify&quot;&gt;Shopify&lt;/a&gt; standalone conteggiati sopra.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;che-tipo-di-siti-vengono-creati-con-wordpress&quot;&gt;Che tipo di siti vengono creati con WordPress&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il mix di plugin corrisponde a tre archetipi ricorrenti tra i siti che usano WordPress, e ciascuno è un fingerprint che webatla conta direttamente, non una stima:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Siti di contenuti e marketing.&lt;/strong&gt; Il gruppo più numeroso in assoluto. I 7,3 milioni di installazioni di Yoast SEO e i 7,9 milioni di build con Elementor rimandano a blog, testate media, agenzie e pagine di lead generation, siti pensati per posizionarsi e convertire. Per gran parte del web, «creare un sito web» significa ancora un sito di contenuti su WordPress.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Negozi online.&lt;/strong&gt; I 3,4 milioni di installazioni di WooCommerce sono tutti negozi. Questo rende WordPress, da solo, una delle impronte di e-commerce più grandi del web, ancora prima di contare piattaforme hosted come Shopify.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Siti ottimizzati per le prestazioni e gestiti.&lt;/strong&gt; I 3,9 milioni di installazioni di LiteSpeed Cache si concentrano su host che offrono caching a livello server, un indicatore di siti in cui velocità e scala contano abbastanza da giustificare l’ottimizzazione.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Sommando questi elementi si ottiene la risposta pratica a cosa sono realmente tutti questi siti web realizzati con WordPress: per lo più contenuti e commercio, costruiti da persone che hanno voluto possedere il proprio stack invece di noleggiarlo.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;dove-si-trovano-i-siti-realizzati-con-wordpress&quot;&gt;Dove si trovano i siti realizzati con WordPress&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’adozione di WordPress non è distribuita in modo uniforme. Gli Stati Uniti da soli rappresentano quattro siti WordPress su dieci nell’indice, e i primi cinque paesi coprono circa due terzi del totale.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/d4b16660678597a6b6f3fa4f.png&quot; alt=&quot;Grafico a colonne dei primi cinque paesi per siti web creati con WordPress: Stati Uniti 9,5 Mln, Germania 3,3 Mln, Francia 1,2 Mln, Giappone 1,1 Mln, Paesi Bassi 0,73 Mln&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a colonne dei primi cinque paesi per siti web creati con WordPress: Stati Uniti 9,5 Mln, Germania 3,3 Mln, Francia 1,2 Mln, Giappone 1,1 Mln, Paesi Bassi 0,73 Mln&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Principali paesi per siti WordPress. Fonte: indice webatla, luglio 2026.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Paese&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Siti WordPress&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Quota&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Stati Uniti&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;9.495.696&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;40,8%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Germania&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;3.339.666&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;14,3%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Francia&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1.194.882&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;5,1%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Giappone&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1.053.931&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;4,5%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Paesi Bassi&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;729.970&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;3,1%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Le estensioni di dominio rispecchiano questa geografia. Quasi la metà di tutti i siti basati su WordPress, &lt;strong&gt;11.116.459 domini, il 47,1%&lt;/strong&gt;, si trova su &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, seguito da &lt;code&gt;.de&lt;/code&gt; (5,5%), &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; (4,1%), &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt; (2,9%) e &lt;code&gt;.br&lt;/code&gt; (2,7%). Un’impronta dominata da &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; e concentrata tra Stati Uniti ed Europa è il profilo del web commerciale globale, esattamente dove si colloca WordPress.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Consulti l’elenco completo dei siti web creati con WordPress, filtrabile per paese, TLD o versione, sulla &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;pagina tecnologia WordPress&lt;/a&gt;. →&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;versioni-met-del-web-utilizza-una-sola-release&quot;&gt;Versioni: metà del web utilizza una sola release&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In tutte le installazioni attive, il fingerprint di versione è straordinariamente concentrato. Secondo il rilevamento di webatla, &lt;strong&gt;il 49,2% dei siti WordPress riporta la versione 6.9.4&lt;/strong&gt;, una singola release che rappresenta quasi la metà di tutte le installazioni rilevate. Un altro 18,2% si trova sul ramo 7.0, e la quota restante si distribuisce tra 6.8.5 (6,8%), 6.7.5 (2,5%) e 6.6.5 (1,3%). Questa concentrazione è rilevante per chiunque si occupi di ricerca sulla sicurezza o sulla compatibilità: applicare una patch a un’unica versione dominante equivale di fatto a coprire metà del web WordPress.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;tendenze-leggere-con-attenzione-il-dato-anno-su-anno&quot;&gt;Tendenze: leggere con attenzione il dato anno su anno&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’indice webatla registra una &lt;strong&gt;variazione anno su anno del -66,17%&lt;/strong&gt; nelle installazioni WordPress attive rilevate tra uno snapshot e l’altro. Preso alla lettera sembra un dato drastico, ma non significa che 23 milioni di siti siano scomparsi. Lo stesso ricalcolo mostra ampie oscillazioni negative su molte tecnologie contemporaneamente: &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt; -61,70%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/yoast-seo&quot;&gt;Yoast SEO&lt;/a&gt; -75,52%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/astra&quot;&gt;Astra&lt;/a&gt; -45,01%, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/litespeed-cache&quot;&gt;LiteSpeed Cache&lt;/a&gt; -37,77% e &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/drupal&quot;&gt;Drupal&lt;/a&gt; -87,84%. Quando un’intera classe di tecnologie si muove così all’unisono, la causa è un cambiamento nel modo in cui l’indice conta le installazioni attive tra una scansione e l’altra, una ricalibrazione della copertura e del fingerprinting, non un crollo reale di una singola piattaforma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il segnale duraturo è la quota, non l’oscillazione: WordPress detiene ancora il &lt;strong&gt;7,7% del web indicizzato e un vantaggio di 3,3 volte&lt;/strong&gt; sulla piattaforma successiva.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-vedere-lelenco-dei-siti-che-usano-wordpress&quot;&gt;Come vedere l’elenco dei siti che usano WordPress&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non è necessario stimare nulla di tutto questo. La &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;pagina tecnologia WordPress&lt;/a&gt; su webatla è una vista in tempo reale e filtrabile di ogni sito WordPress che rileviamo. Qui è possibile:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Consultare il conteggio aggiornato dei siti attivi costruiti su WordPress (23.589.840, aggiornato a ogni nuova scansione).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Filtrare per paese, estensione di dominio e versione rilevata.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Fare riferimenti incrociati nell’ecosistema, per vedere quali di questi siti utilizzano anche &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/woocommerce&quot;&gt;WooCommerce&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/elementor&quot;&gt;Elementor&lt;/a&gt; o &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/yoast-seo&quot;&gt;Yoast SEO&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Questo è il modo più rapido per trasformare «la maggior parte del web usa WordPress» in un elenco reale e utilizzabile di siti web che usano WordPress.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-lelenco-completo-dei-siti-web-creati-con-wordpress&quot;&gt;Ottenere l’elenco completo dei siti web creati con WordPress&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;webatla mantiene un elenco in tempo reale e filtrabile di ogni sito WordPress presente nell’indice, tutti i 23.589.840, ordinabile per paese, TLD e versione. Sono gli stessi dati alla base di ogni grafico qui sopra, mantenuti aggiornati man mano che effettuiamo nuove scansioni del web.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;→ Apra la &lt;a href=&quot;https://webatla.com/technology/wordpress&quot;&gt;pagina tecnologia WordPress&lt;/a&gt; per consultare e filtrare l’elenco completo dei siti basati su WordPress.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/how-to-download-all-dns-records</id>
    <title>Come scaricare tutti i record DNS</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/how-to-download-all-dns-records"/>
    <published>2026-07-01T17:25:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-28T20:24:54.719Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>Ogni record DNS di ogni dominio su internet, dalla A al DNSSEC, raccolto ed elaborato in un unico file pulito. Che cosa sono i record DNS, perché una scansione fai-da-te non finisce mai e come ottenere il set completo da webatla.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ogni record DNS di ogni dominio su internet, in un unico file. È a questo che si riduce davvero avere il quadro completo, e c’è un solo modo pulito per ottenerlo.&lt;/strong&gt; Non serve uno script che martella i resolver per una settimana e va comunque in timeout su metà internet. Servono le voci A, MX, TXT e NS di centinaia di milioni di nomi, già raccolte, elaborate e pronte da interrogare. Questo è ciò che si acquista.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;che-cos-un-record-dns&quot;&gt;Che cos’è un record DNS?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un record DNS è una riga nella rubrica di internet. Indica al mondo dove risiede un nome e il modo per raggiungerlo. Quale server risponde sul web, dove arriva la sua email, quali nameserver sono autorevoli, e altro ancora. Ogni nome attivo ne porta un certo numero, e insieme costituiscono l’impronta operativa di quel dominio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono alcuni tipi di record che si incontrano ripetutamente:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Record&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Cosa fa&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Valore di esempio&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;A&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;punta un dominio a un indirizzo IPv4&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;93.184.216.34&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;AAAA&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;punta un dominio a un indirizzo IPv6&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;2606:2800:220:1::&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;CNAME&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;crea un alias di un nome verso un altro, mai su un apice di zona&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;cdn.example.com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;MX&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;instrada l’email del dominio&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;mail.example.com&lt;/code&gt; (priorità 10)&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;TXT&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;testo libero, contiene SPF e token di verifica&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;v=spf1 include:_spf.google.com ~all&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;NS&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;i nameserver autorevoli del dominio&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;ns1.cloudflare.com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;SOA&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;metadati start-of-authority della zona&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;NS primario, serial, refresh, retry, expire&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;CAA&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;quali autorità possono emettere i suoi certificati&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;letsencrypt.org&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Recuperare tutti questi dati per un solo nome permette di sapere come è ospitato, chi ne gestisce l’email e quale sicurezza ha impostato il proprietario. Recuperarli per ogni nome contemporaneamente significa avere in mano una mappa dell’intera infrastruttura di internet. Quel secondo dataset è quello che vale la pena avere, ed è quello che nessuno regala.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;i-record-che-fanno-il-lavoro-pesante&quot;&gt;I record che fanno il lavoro pesante&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Una manciata di questi tipi porta la maggior parte del segnale. Il record A è quello che la maggior parte delle persone immagina, associa un nome a un indirizzo IPv4 così un browser sa quale server raggiungere. Il record MX svolge lo stesso compito per l’email, indica i server che accettano un messaggio e li ordina per priorità. Il record TXT è il cavallo di battaglia silenzioso della sicurezza email. Sul dominio stesso, il record SPF elenca chi può inviare email a proprio nome. Le corrispondenti chiavi di firma DKIM e la policy DMARC risiedono su sottonomi dedicati (&lt;code&gt;_domainkey&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;_dmarc&lt;/code&gt;), e insieme i tre indicano quanto è protetto un indirizzo, dato che è la policy DMARC, non la semplice presenza dei record, a far rispettare qualcosa. Il record NS indica i server autorevoli che rispondono per la zona, il che dice chi gestisce davvero la risoluzione di un nome.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;perch-non-possibile-recuperare-da-soli-tutti-i-record-dns&quot;&gt;Perché non è possibile recuperare da soli tutti i record DNS&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In teoria si potrebbe risolvere ogni nome con &lt;code&gt;dig&lt;/code&gt; in un ciclo. In pratica quel piano fallisce rapidamente. Ci sono centinaia di milioni di domini, e ognuno richiede diverse query per catturare ogni tipo, quindi ci si trova davanti a miliardi di lookup. I resolver pubblici applicano un rate limit e poi bloccano molto prima che si finisca. I server autorevoli limitano il traffico. Timeout, tentativi ripetuti e fallimenti transitori fanno sì che una singola passata non sia mai completa, e nel frattempo i dati continuano a cambiare mentre la scansione è in corso, quindi la risposta è già superata quando arriva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi c’è il parsing. Le risposte grezze sono pacchetti in formato wire, non un’esportazione ordinata. Trasformarne miliardi in voci pulite e tipizzate che si possano davvero interrogare è di per sé un progetto di ingegneria che si aggiunge alla scansione. Molti team lo iniziano, lo guardano divorare un trimestre, e abbandonano silenziosamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I fallimenti non sono nemmeno casuali. I grandi provider limitano deliberatamente la risoluzione in blocco, quindi più la scansione è approfondita, più velocemente viene bloccata. I server autorevoli che usano il GeoDNS restituiscono risposte diverse a seconda della località, quindi un unico punto di osservazione perde silenziosamente record che compaiono solo in una regione. Quando si è finito di progettare soluzioni per aggirare tutto questo, si è costruito un piccolo sistema distribuito il cui unico output è un dato che qualcuno vende già pronto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è il problema che webatla ha già risolto. Risolviamo l’intero namespace con una pianificazione a rotazione, elaboriamo ogni risposta in JSON strutturato e consegniamo il dataset finito. Si evitano la scansione, i blocchi e il parsing, e si va dritti ai dati.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-webatla-raccoglie-ogni-record&quot;&gt;Come webatla raccoglie ogni record&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La differenza rispetto a una scansione fai-da-te è la distribuzione e la pazienza. webatla risolve il namespace da molti punti di osservazione con una pianificazione a rotazione, così nessun singolo resolver viene mai martellato, e ogni risposta viene validata ed elaborata in una voce tipizzata prima di arrivare all’esportazione. Un nome che fallisce in una passata viene ritentato nella successiva, quindi la copertura cresce nel tempo invece di degradarsi. Il risultato è la parte che si voleva davvero fin dall’inizio. Una voce pulita e tipizzata per ogni nome, non un mucchio di pacchetti da debuggare.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ogni-record-dns-in-un-unico-file&quot;&gt;Ogni record DNS, in un unico file&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;a href=&quot;/datasets/dns&quot;&gt;dataset DNS di webatla&lt;/a&gt; è la risposta per ottenere tutti i record DNS in una volta sola. Ogni dominio che tracciamo, con le sue voci A, AAAA, CNAME, MX, TXT, NS, SOA, CAA e DNSSEC raccolte ed elaborate in un unico dataset pulito. Copre &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;ogni estensione di dominio&lt;/a&gt;, viene ricostruito con cadenza continua, e arriva come JSONL che si può interrogare nel momento stesso in cui atterra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuna farm di resolver da gestire, nessun pacchetto da analizzare, nessun rate limit per dominio da combattere. Lo si acquista una volta sola e si recupera ogni record di internet da un unico account, pronto per l’analisi in pochi minuti anziché in mesi.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-si-presenta-ogni-riga&quot;&gt;Come si presenta ogni riga&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ogni riga è un nome e il suo quadro completo. Oltre ai valori stessi, ogni riga riporta quando i dati sono stati controllati l’ultima volta e se la ricerca è andata a buon fine, così si sa sempre quanto è recente ogni risposta:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-json&quot;&gt;{&quot;domain&quot;:&quot;example.com&quot;,&quot;dnsAt&quot;:&quot;2026-06-22&quot;,&quot;dnsStatus&quot;:&quot;TRUE&quot;,&quot;dnsRecords&quot;:{&quot;A&quot;:[&quot;93.184.216.34&quot;],&quot;MX&quot;:[{&quot;host&quot;:&quot;mail.example.com&quot;,&quot;priority&quot;:10}],&quot;NS&quot;:[&quot;a.iana-servers.net&quot;,&quot;b.iana-servers.net&quot;],&quot;TXT&quot;:[&quot;v=spf1 -all&quot;],&quot;SOA&quot;:{&quot;mname&quot;:&quot;ns.icann.org&quot;,&quot;serial&quot;:2026062201,&quot;refresh&quot;:7200}}}
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Campo&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Significato&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;domain&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;il dominio a cui appartengono i record&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;dnsRecords&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;ogni tipo indicizzato per nome (&lt;code&gt;A&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;MX&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;TXT&lt;/code&gt; e gli altri)&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;dnsAt&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;la data dell’ultimo controllo del DNS di questo dominio&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;dnsStatus&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;se la ricerca è andata a buon fine&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Serve anche il dettaglio della registrazione di ogni dominio? Aggiunga il &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;dataset RDAP e WHOIS&lt;/a&gt;. Vuole DNS, registrazione e tecnologie in un unico posto? Il &lt;a href=&quot;/datasets/all-data&quot;&gt;pacchetto all-data&lt;/a&gt; li unisce per Lei.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-lavorare-con-il-file&quot;&gt;Come lavorare con il file&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Essendo JSONL, un dominio per riga, i dati fluiscono in &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt;, DuckDB, pandas o Spark senza doverli caricare in memoria. Alcuni esempi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Recuperare ogni nome e i suoi server di posta:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;jq -c &apos;{domain, mx: .dnsRecords.MX}&apos; dns.jsonl
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Trovare ogni nome i cui nameserver girano su &lt;a href=&quot;/technology/cloudflare&quot;&gt;Cloudflare&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;jq -c &apos;select(.dnsRecords.NS[]? | test(&quot;cloudflare&quot;))&apos; dns.jsonl &amp;gt; cloudflare-dns.jsonl
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Contare i nomi che pubblicano un record SPF, direttamente sui dati:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;grep -c &apos;&quot;v=spf1&apos; dns.jsonl
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Quest’ultima riga risponde a una domanda di sicurezza email su scala dell’intero internet in pochi secondi. Abbiamo usato gli stessi dati per mappare la &lt;a href=&quot;/blog/dns-registrar-market-share-2026&quot;&gt;concentrazione di nameserver e registrar&lt;/a&gt;, e il metodo è identico. Un file, una passata, una risposta reale.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-sblocca-un-dataset-dns-completo&quot;&gt;Cosa sblocca un dataset DNS completo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Una volta che ogni voce risiede in un unico dataset interrogabile, molti problemi costosi si riducono a filtri di una riga. Il valore non sta in una singola ricerca, che chiunque può fare a mano. Sta nell’averle tutte insieme, così una domanda che un tempo significava scansionare un milione di nomi diventa una scansione di un dataset che si possiede già.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo schema è sempre lo stesso. La parte difficile non è mai stata l’analisi. Era ottenere fin dall’inizio dati completi, aggiornati e strutturati, e farlo senza un team che sorveglia un crawler per un trimestre intero. Eliminando quel collo di bottiglia, le domande a cui si può rispondere in un pomeriggio sono quelle che un tempo richiedevano un progetto e un budget. Ciò per cui si paga non è una query intelligente. È l’input pulito e finito che rende banale la query intelligente.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza email su scala.&lt;/strong&gt; Leggere il record SPF e la configurazione email di ogni nome per individuare caselle vulnerabili allo spoofing, verificare una base clienti o dimensionare un mercato per provider email.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mappatura della superficie di attacco.&lt;/strong&gt; Seguire i record A, AAAA e CNAME per vedere dove risolvono realmente un dominio e i suoi sottodomini, e quali host condivisi si raggruppano insieme. Raggruppare quei record A per IP trasforma l’esportazione in un &lt;a href=&quot;/hosted-domains-database&quot;&gt;database di domini ospitati&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Intelligence sui provider.&lt;/strong&gt; Raggruppare i domini per NS o MX per misurare chi gestisce DNS ed email per internet, e tracciare le migrazioni mentre avvengono.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Adozione di DNSSEC.&lt;/strong&gt; Contare i record DS, DNSKEY e RRSIG per vedere quali zone sono firmate e quali no.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Igiene dei certificati.&lt;/strong&gt; Un record CAA mostra quali autorità un nome autorizza a emettere i suoi certificati, così una configurazione errata su un intero portfolio emerge in una sola passata.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Tracciamento delle migrazioni.&lt;/strong&gt; Quando un’azienda cambia email o hosting, le sue voci MX e NS cambiano per prime, quindi osservare questi due tipi di record nel tempo rivela il trasloco prima di qualsiasi annuncio.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Ognuno di questi casi richiede lo stesso punto di partenza. Un set completo e aggiornato di record DNS per l’intero namespace dei domini, non un campione risolto a mano.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;sempre-aggiornato-mai-unestrazione-una-tantum&quot;&gt;Sempre aggiornato, mai un’estrazione una tantum&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il DNS non è statico. Un record A cambia quando un sito cambia host, i record MX cambiano durante una migrazione email, e un record TXT si modifica ogni volta che qualcuno aggiorna una policy di sicurezza. Un file risolto sei mesi fa è un pezzo da museo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dataset DNS di webatla viene ricostruito con cadenza continua, e ogni nome porta il proprio timestamp &lt;code&gt;dnsAt&lt;/code&gt;, così si vede sempre quanto è aggiornata ogni voce. Riscarichi con la cadenza che il Suo lavoro richiede, e ogni file riflette il DNS di oggi.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande-frequenti&quot;&gt;Domande frequenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali tipi di record DNS sono inclusi?&lt;/strong&gt;
Quelli comuni che ogni dominio utilizza, tra cui A, AAAA, CNAME, MX, TXT, NS, SOA e CAA, più i record DNSSEC come DS, DNSKEY e RRSIG dove presenti. Tutto viene elaborato in JSON tipizzato, quindi non si tocca mai un pacchetto grezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanti domini copre?&lt;/strong&gt;
I record DNS dei domini di &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;ogni estensione di dominio&lt;/a&gt; tracciata da webatla, centinaia di milioni, in un unico file.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posso ottenere solo i record MX o solo i record TXT?&lt;/strong&gt;
Sì. Il file contiene ogni tipo di record per dominio, quindi un singolo filtro &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt; o SQL restituisce solo i record MX, solo le stringhe SPF, o qualunque porzione serva. È un filtro, non un acquisto separato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che formato ha?&lt;/strong&gt;
JSONL pulito, un dominio per riga, con i record DNS come JSON strutturato. Si inserisce direttamente in &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt;, DuckDB, pandas e BigQuery.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto sono aggiornati i dati?&lt;/strong&gt;
Ricostruiti con cadenza continua, e ogni dominio porta una data &lt;code&gt;dnsAt&lt;/code&gt; che permette di vedere quanto sono recenti i suoi record. Mai un’estrazione una tantum superata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posso associare i record alla proprietà o alla posizione dell’IP?&lt;/strong&gt;
I record A e AAAA forniscono gli indirizzi IP, che si possono unire a una fonte di IP-intelligence per ottenere l’ASN in modo affidabile e la geografia in modo approssimativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I record coprono anche i sottodomini?&lt;/strong&gt;
Il set è indicizzato per nome registrato, e cattura le voci pubblicate a quel nome.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto costa?&lt;/strong&gt;
Un prezzo fisso per un mese di accesso su un singolo account. Consulti la pagina &lt;a href=&quot;/pricing&quot;&gt;prezzi&lt;/a&gt; per la cifra attuale.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;scaricare-ogni-record-dns&quot;&gt;Scaricare ogni record DNS&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Smetta di costruire una farm di resolver che La fa bloccare prima ancora di finire. &lt;a href=&quot;/datasets/dns&quot;&gt;Scarichi il dataset DNS di webatla →&lt;/a&gt; e ottenga ogni record DNS per ogni dominio, dalla A al DNSSEC, come JSONL pulito da interrogare da oggi stesso. Vuole anche i dati di registrazione e di tecnologia? Il &lt;a href=&quot;/datasets/all-data&quot;&gt;pacchetto all-data&lt;/a&gt; contiene DNS e il resto in un unico posto. È il modo più rapido per passare da «Ho bisogno di tutti i record DNS» ad averli davvero.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/how-to-download-list-of-all-registered-domains</id>
    <title>Come scaricare l’elenco di tutti i domini registrati</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/how-to-download-list-of-all-registered-domains"/>
    <published>2026-07-01T12:11:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-01T18:35:07.596Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>L’elenco completo di ogni dominio registrato su internet: centinaia di milioni distribuiti su tutte le estensioni di dominio, da .com alla lunga coda. Tutto in un unico file pulito e aggiornato ogni giorno. Ecco cosa contiene, cosa può farci e come ottenere il set completo da webatla.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ogni dominio registrato su internet, in un unico file: è questo che serve davvero, e c’è esattamente un modo pratico per averlo.&lt;/strong&gt; Non un campione, non una singola estensione, non uno scraping che si blocca al primo rate limit. Serve l’insieme completo dei domini su tutte le estensioni di dominio, pulito, aggiornato e pronto per essere interrogato. Ecco come ottenerlo, e perché costruirlo da soli è una trappola.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;quanto-grande-un-elenco-di-tutti-i-domini-registrati&quot;&gt;Quanto è grande un elenco di tutti i domini registrati?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Più grande di quanto la maggior parte delle persone si aspetti. In questo momento centinaia di milioni di domini sono registrati sulle estensioni di dominio di tutto il mondo, e il numero cambia ogni giorno, con nuovi nomi che compaiono e altri che scompaiono. Non è un file che si tiene in un foglio di calcolo, è un dataset serio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da solo, &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; supera i 160 milioni di domini, circa il 40% dell’intero namespace. Aggiungendo &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt;, le estensioni più recenti (&lt;code&gt;.io&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.ai&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.xyz&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.shop&lt;/code&gt;) e centinaia di codici nazionali, il quadro completo arriva a centinaia di milioni di singoli nomi a dominio. Questa scala è esattamente il motivo per cui un set completo di ogni dominio è uno dei dataset più preziosi di internet: sta alla base di pipeline di vendita, brand protection, ricerca sulla sicurezza e market intelligence. Ed è anche il motivo per cui nessuno lo regala.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;la-domanda-su-com-da-cui-tutti-partono&quot;&gt;La domanda su .com da cui tutti partono&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La maggior parte delle persone che vuole «tutti i domini» in realtà parte da &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, perché &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; è il mercato. Con oltre 160 milioni di nomi, supera di gran lunga ogni altra estensione, e qualsiasi piano serio deve gestirlo per primo. La buona notizia è che, una volta ottenuto il set completo, isolarlo è un filtro di una riga. Ogni dominio &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; si trova nello stesso file di ogni nome &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; e a codice nazionale, quindi lo si estrae nel momento in cui serve, mantenendo la lunga coda per dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa è la differenza tra un’esportazione limitata a &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; e un dataset completo: avendo l’intero set a disposizione, &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; diventa una vista, non un progetto a parte. Non si ricompra mai &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; il trimestre successivo solo perché il primo file copriva un’unica estensione.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;perch-non-si-pu-assemblarlo-da-soli&quot;&gt;Perché non si può assemblarlo da soli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non esiste un registro centrale di tutto. Ogni estensione di dominio funziona sull’infrastruttura del proprio operatore, con regole proprie e in un formato proprio, e la stragrande maggioranza non pubblica mai un feed utilizzabile. Mettere insieme un quadro completo, deduplicato e aggiornato su tutte queste fonti non è uno script da fine settimana, è un’operazione dati permanente che la maggior parte dei team avvia, sottostima gravemente e abbandona silenziosamente dopo tre mesi. Chi va avanti finisce per mantenere scraper fragili, rincorrere i cambi di formato di decine di registri e spiegare al proprio team perché l’elenco dei domini è di nuovo indietro di una settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È il problema che webatla ha già risolto. Invece di bruciare un trimestre a inseguire centinaia di fonti incompatibili e ritrovarsi comunque con delle lacune, si ottiene un unico file che contiene già ogni dominio tracciato, aggiornato ogni giorno.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-rende-un-set-completo-e-utilizzabile&quot;&gt;Cosa rende un set completo e utilizzabile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un mucchio di dump grezzi dei registri non è un dataset, è un compito da svolgere. Il valore sta nel lavoro che trasforma centinaia di fonti frammentate in un unico file interrogabile, ed è esattamente questo che si acquista:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Copertura&lt;/strong&gt;: ogni estensione di dominio, da &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt; fino al più piccolo codice nazionale, in un unico set. Niente manca perché un registro era difficile da raggiungere.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Deduplicazione&lt;/strong&gt;: una riga pulita per dominio, senza collisioni dovute a fonti sovrapposte.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Normalizzazione&lt;/strong&gt;: uno schema coerente su ogni estensione, così &lt;code&gt;example.com&lt;/code&gt; ed &lt;code&gt;example.co.uk&lt;/code&gt; vengono interpretati allo stesso modo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Aggiornamento&lt;/strong&gt;: ricostruito ogni giorno, così il set riflette i domini che esistono oggi, non quelli del trimestre scorso.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Questa combinazione è la differenza tra «tecnicamente ho i dati» e «posso rispondere a una domanda con questi dati prima di pranzo».&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;il-set-completo-in-un-unico-file&quot;&gt;Il set completo, in un unico file&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/all-active-domains&quot;&gt;Il dataset completo dei domini di webatla&lt;/a&gt; è l’elenco stesso: ogni dominio su &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;tutte le estensioni di dominio&lt;/a&gt;, deduplicato e normalizzato in un unico file pulito, ricostruito ogni giorno. Nessuna richiesta, nessuna approvazione, nessuna pratica per singolo registro. Lo si acquista una volta sola e si scarica l’intero namespace come JSONL aggiornato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È deliberatamente il prodotto più economico e a maggior volume che vendiamo, perché è la base su cui si costruisce tutto il resto: un prezzo fisso, un mese di download e ogni dominio sul proprio disco in pochi minuti invece che in mesi.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-si-presenta-ogni-riga&quot;&gt;Come si presenta ogni riga&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ogni riga è un nome a dominio, strutturato in modo da poter filtrare e segmentare centinaia di milioni di record senza dover mettere in piedi un database. Una singola riga è semplice quanto questa:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-json&quot;&gt;{&quot;domain&quot;: &quot;example.com&quot;, &quot;tld&quot;: &quot;com&quot;, &quot;suffix&quot;: &quot;com&quot;, &quot;domainType&quot;: &quot;ICANN&quot;}
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Campo&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Esempio&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Utilizzo&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;domain&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;example.com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;la registrazione stessa&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;tld&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;filtro per &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;TLD&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;suffix&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;co.uk&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;gestisce correttamente i suffissi multilivello&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;domainType&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;ICANN&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;separa i gTLD dai namespace privati&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Il set di base indica quali domini esistono. Quando serve il record di registrazione dietro ciascun dominio, cioè chi lo possiede, quando è stato creato e tramite quale registrar, si aggiunge il &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;dataset RDAP &amp;amp; WHOIS&lt;/a&gt;. Si può aggiungere il &lt;a href=&quot;/datasets/dns&quot;&gt;dataset DNS&lt;/a&gt; per i nameserver, o &lt;a href=&quot;/datasets/technologies&quot;&gt;Technologies&lt;/a&gt; per sapere cosa utilizza ogni sito. Stesso set di domini, arricchito dall’angolazione che serve.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;lavorare-con-un-file-di-queste-dimensioni&quot;&gt;Lavorare con un file di queste dimensioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ogni dataset webatla viene fornito in formato &lt;strong&gt;JSONL&lt;/strong&gt;: un oggetto JSON per riga, l’unico formato che scala a centinaia di milioni di domini. Viene letto in streaming riga per riga e si integra direttamente con &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt;, pandas, DuckDB, BigQuery o Spark, così non serve mai caricare l’intero file in memoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco come classificare ogni estensione per numero di domini con una sola riga di &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;cat domains.jsonl | jq -r .tld | sort | uniq -c | sort -rn | head
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Per estrarre solo i domini &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; in un file a parte:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;jq -c &apos;select(.tld == &quot;com&quot;)&apos; domains.jsonl &amp;gt; com.jsonl
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Oppure interrogare l’intero set sul posto con DuckDB, senza database, senza indice:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-sql&quot;&gt;SELECT tld, count(*) AS domains
FROM &apos;domains.jsonl&apos;
GROUP BY tld
ORDER BY domains DESC;
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Questa singola query trasforma il file grezzo in una mappa per estensione dell’intero mercato dei domini in pochi secondi. Abbiamo usato gli stessi dati per analizzare la &lt;a href=&quot;/blog/dns-registrar-market-share-2026&quot;&gt;concentrazione di DNS e registrar&lt;/a&gt; e le &lt;a href=&quot;/blog/fastest-growing-tlds-q1-2026&quot;&gt;estensioni di dominio in crescita più rapida del Q1 2026&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;chi-si-affida-a-un-set-completo-di-domini&quot;&gt;Chi si affida a un set completo di domini&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I team che acquistano il set completo di domini appartengono a ogni settore, ma condividono un problema: i dati parziali rovinano silenziosamente il loro lavoro, e le lacune restano invisibili finché qualcosa a valle non va storto.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Vendite e go-to-market&lt;/strong&gt;: una visione del total addressable market è accurata solo se parte da ogni dominio. Filtrare su una nicchia &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;, un codice nazionale o un’impronta tecnologica significa fare prospecting sull’intero mercato, non su una sua fetta.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Team brand e marchi&lt;/strong&gt;: trovare ogni dominio che contiene il proprio brand su tutte le estensioni, in modo che un typosquat &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; dormiente emerga prima di essere usato in modo ostile.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza e threat intel&lt;/strong&gt;: monitorare l’intero namespace per individuare pattern di phishing, cluster di nameserver sospetti e nuovi domini simili che un feed parziale lascerebbe sfuggire.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Investitori in domini e registrar&lt;/strong&gt;: tracciare il movimento dei domini per estensione nel tempo e individuare dove si sta spostando la domanda.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Team dati e ML&lt;/strong&gt;: addestrare e valutare su un set pulito e deduplicato di nomi a dominio reali, non su un campione scraped che distorce il modello.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Ognuno di questi casi ha bisogno dello stesso punto di partenza: un set di domini completo, aggiornato e affidabile, non un’esportazione obsoleta o uno scraping a metà.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;il-costo-reale-di-un-elenco-incompleto&quot;&gt;Il costo reale di un elenco incompleto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un elenco parziale fallisce in silenzio, ed è proprio questo che lo rende pericoloso. Un numero di total addressable market sembra solido finché non si scopre che è stato costruito su una frazione dei domini realmente esistenti. Una scansione del brand risulta pulita, non perché non esistano domini simili, ma perché i dati non li contenevano mai. Un modello si addestra su un campione distorto e nessuno se ne accorge finché le previsioni non iniziano silenziosamente a deviare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La completezza è l’intero senso di un elenco di domini, non un semplice valore aggiunto. Un set a cui mancano i codici nazionali, o le registrazioni della settimana scorsa, o la lunga coda dei domini parcheggiati, distorce ogni conteggio e ogni corrispondenza costruita sopra di esso. Acquistare un unico file autorevole invece di ricucire insieme frammenti è esattamente ciò che elimina questo punto cieco: un file, ogni dominio, così la risposta ottenuta è quella davvero vera.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;dal-file-alla-prima-risposta-in-pochi-minuti&quot;&gt;Dal file alla prima risposta in pochi minuti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non c’è nessun progetto ETL da eseguire prima di ottenere valore. Si apre un file, si punta &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt; o DuckDB su di esso, e si interroga immediatamente l’intero namespace dei domini: si contano i &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; rispetto ai &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt;, si isola un codice nazionale, o si fa pattern-matching su un brand in tutte le estensioni in un solo passaggio. Essendo puro JSONL, lo stesso file alimenta un notebook Python, un job Spark o un caricamento in BigQuery senza conversioni. Il divario tra l’acquisto dei dati e la risposta a una domanda reale si misura in minuti, non in sprint. Questo è l’argomento pratico per acquistare l’intero set: nel momento in cui arriva è già operativo, e il tempo va all’analisi invece che alla parte infrastrutturale.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;sempre-aggiornato-mai-obsoleto&quot;&gt;Sempre aggiornato, mai obsoleto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un file di domini invecchia in fretta. I nomi vengono registrati e abbandonati ogni minuto, quindi un file di sei mesi fa è per lo più rumore per qualsiasi analisi sensibile al tempo, e i domini appena registrati che segnalano un lancio o una campagna sono esattamente quelli che un set obsoleto si perde. Per questo il dataset viene ricostruito ogni giorno e ogni esportazione è versionata per data: si sa sempre con precisione cosa si sta usando e quando è stato generato. Se l’obiettivo è intercettare le nuove registrazioni il giorno stesso in cui compaiono, il &lt;a href=&quot;/datasets/domain-investor&quot;&gt;dataset Domain Investor&lt;/a&gt; è costruito attorno ai domini appena registrati su tutte le estensioni.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande-frequenti&quot;&gt;Domande frequenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanti domini registrati esistono?&lt;/strong&gt;
Centinaia di milioni considerando tutte le estensioni insieme, e la cifra cambia ogni giorno. Da solo, &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; supera i 160 milioni, circa il 40% del totale. Poiché cambia costantemente, un set datato e ricostruito ogni giorno è l’unica versione su cui vale la pena lavorare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posso scaricare tutti i domini &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; da soli?&lt;/strong&gt;
Sì. Filtrando il dataset completo con &lt;code&gt;tld == &quot;com&quot;&lt;/code&gt; si ottiene ogni dominio &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; in un file a parte. &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; è di gran lunga l’estensione più grande, quindi ci si deve aspettare un file corposo, ma è un filtro, non un acquisto separato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il file include più di &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;?&lt;/strong&gt;
Sì, &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; è solo la fetta più grande. Il set copre &lt;code&gt;.net&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.io&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.ai&lt;/code&gt; e ogni altra estensione fino al più piccolo codice nazionale, tutto nello stesso file.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posso ottenere solo i domini registrati di recente?&lt;/strong&gt;
Sì, filtrando per data di registrazione, oppure partendo dal &lt;a href=&quot;/datasets/domain-investor&quot;&gt;dataset Domain Investor&lt;/a&gt;, che si concentra sulle registrazioni recenti su tutte le estensioni di dominio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In che formato è disponibile, e quanto è aggiornato?&lt;/strong&gt;
JSONL pulito, un dominio per riga, ricostruito ogni giorno e versionato per data, mai un dump storico obsoleto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posso usare l’elenco completo a fini commerciali?&lt;/strong&gt;
Sì, vendite, sicurezza, brand protection, ricerca e funzionalità di prodotto sono tutti usi standard. Un prezzo fisso copre un mese di accesso, qualunque cosa si stia costruendo sopra i dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto costa?&lt;/strong&gt;
Un prezzo fisso per un mese di accesso, senza abbonamento. La pagina &lt;a href=&quot;/pricing&quot;&gt;prezzi&lt;/a&gt; indica la cifra attuale, ed è il modo più economico per avere ogni dominio sul proprio disco.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;scaricare-lelenco-completo&quot;&gt;Scaricare l’elenco completo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Smetta di provare a ricostruire i domini di internet un registro alla volta, è un progetto che non finisce mai. &lt;a href=&quot;/datasets/all-active-domains&quot;&gt;Scarichi il dataset completo dei domini di webatla →&lt;/a&gt; e abbia ogni dominio registrato su ogni estensione di dominio, &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; e lunga coda comprese, come JSONL pulito e aggiornato, oggi stesso. Oppure &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;esplori tutti i dataset&lt;/a&gt; per vedere tutto ciò che si può aggiungere. Nessun registro da rincorrere e nessuna approvazione da attendere, solo il set completo di domini, già operativo nel momento in cui arriva. È il percorso più rapido per passare da «mi servono tutti i domini» ad averli davvero.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/dns-registrar-market-share-2026</id>
    <title>Chi controlla le tubature di internet? Quote di mercato di DNS e registrar nel 2026</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/dns-registrar-market-share-2026"/>
    <published>2026-06-23T18:33:00.000Z</published>
    <updated>2026-06-23T18:58:44.836Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>Due provider gestiscono il DNS del 30% di tutti i domini. GoDaddy registra il 22% del web una volta unite le sue sette entità legali. E symbolics.com, il primo .com della storia, è ancora online. Un’analisi dei dati su chi controlla davvero le tubature di internet.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Due aziende rispondono per il DNS di un quarto di tutti i domini, e una sola azienda ne registra quasi un quinto, una volta districate le entità di comodo dietro cui si nasconde.&lt;/strong&gt; Ho estratto l’indice completo di webatla di circa 405 milioni di domini, una fotografia di giugno 2026, ho incrociato i suoi record di nameserver autoritativo e di registro, e ho misurato chi controlla davvero le tubature di internet. Questo è il quadro della &lt;strong&gt;quota di mercato dei provider DNS 2026&lt;/strong&gt; e della &lt;strong&gt;quota di mercato dei registrar di domini 2026&lt;/strong&gt;, con la concentrazione che le classifiche grezze sottostimano silenziosamente, oltre a un giro tra i domini più vecchi ancora online.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;quanto-concentrato-il-dns&quot;&gt;Quanto è concentrato il DNS?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Iniziamo dal DNS, perché è il livello a cui quasi nessuno pensa mai, ma da cui dipende ogni richiesta. Ho raggruppato tutti i circa 405 milioni di domini in base al loro provider di nameserver autoritativo. Ecco la parte alta della classifica.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/dns-concentration-2026.png&quot; alt=&quot;Quota di mercato dei provider DNS 2026 - quota di tutti i domini per provider di nameserver&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Quota di mercato dei provider DNS 2026 - quota di tutti i domini per provider di nameserver&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Posizione&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Provider nameserver&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Operatore&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Quota su tutti i domini&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;1&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;domaincontrol.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;GoDaddy&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;14,24%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;cloudflare.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Cloudflare&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;10,65%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;3&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;googledomains.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Google Cloud DNS&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,81%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;4&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;registrar-servers.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Namecheap&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,79%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;5&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;afternic.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;GoDaddy / Afternic&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,49%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;6&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;ui-dns.biz&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;IONOS&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,32%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;7&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;dns-parking.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,27%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;8&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;wixdns.net&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Wix&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,76%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;9&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;hichina.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Alibaba Cloud&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,52%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;10&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;share-dns.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,01%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Il punto centrale: &lt;strong&gt;solo due provider, &lt;code&gt;domaincontrol.com&lt;/code&gt; di GoDaddy e &lt;a href=&quot;/technology/cloudflare&quot;&gt;Cloudflare&lt;/a&gt;, rispondono per il DNS del 24,90% di tutti i domini.&lt;/strong&gt; (L’impronta reale di GoDaddy è ancora più ampia: &lt;code&gt;afternic.com&lt;/code&gt;, al quinto posto, aggiunge un altro 2,49% ed è anch’esso di GoDaddy.) I primi cinque arrivano al 32,98%, i primi dieci al 41,87% e i primi venti al 49,23%. I 37 provider che sono riuscito ad attribuire coprono il 55,23% di tutti i domini. Ecco come si presenta la &lt;strong&gt;concentrazione del DNS&lt;/strong&gt; nel 2026: una lunga coda di nameserver self-hosted e di nicchia, sotto una testa molto corta.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;perch-la-concentrazione-del-dns-un-rischio-sistemico&quot;&gt;Perché la concentrazione del DNS è un rischio sistemico&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Non è solo una curiosità. Il DNS è un singolo punto di fallimento: se il provider di nameserver smette di rispondere, il dominio di fatto sparisce anche se i server funzionano perfettamente. Quando un provider risponde per oltre il 10% di tutti i domini, una sua giornata storta diventa una giornata storta per internet. Il caso da manuale è l’attacco DDoS dell’ottobre 2016 contro Dyn, il provider di DNS gestito che rese irraggiungibili per ore Twitter, Spotify, Reddit, Netflix e PayPal, non perché quelle aziende avessero un problema, ma perché condividevano un’unica dipendenza DNS. Continua a succedere: un singolo errore interno di Cloudflare il 18 novembre 2025 ha messo fuori uso contemporaneamente X, ChatGPT, Claude e Shopify. La concentrazione scambia resilienza con comodità. &lt;a href=&quot;/technology/cloudflare&quot;&gt;Cloudflare&lt;/a&gt; al 10,65% e GoDaddy al ~14% non sono solo grandi aziende, sono dipendenze condivise per una fetta consistente del web. Chi si occupa di infrastrutture o sicurezza, o sottoscrive rischi, può usare il &lt;a href=&quot;/datasets/dns&quot;&gt;dataset DNS&lt;/a&gt; per misurare la propria esposizione invece di limitarsi a stimarla.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;quota-di-mercato-dei-registrar-di-domini-2026-la-classifica-&quot;&gt;Quota di mercato dei registrar di domini 2026: la classifica, e cosa nasconde&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La registrazione dei domini racconta una storia simile, ma la classifica dei registrar più grandi è attivamente fuorviante se la si legge così com’è, perché i colossi registrano sotto molte entità legali contemporaneamente.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/registrar-concentration-2026.png&quot; alt=&quot;Quota di mercato dei registrar di domini 2026, dati grezzi vs consolidati per proprietario&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Quota di mercato dei registrar di domini 2026, dati grezzi vs consolidati per proprietario&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Ecco la classifica &lt;strong&gt;grezza&lt;/strong&gt;: quota di tutti i domini per singola entità legale.&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Posizione&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Registrar (entità legale)&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Quota su tutti i domini&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;1&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;GoDaddy.com LLC&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;16,91%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;NameCheap Inc&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;5,29%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;3&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Tucows&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,55%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;4&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Squarespace Domains II&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,02%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;5&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Hostinger&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,95%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;6&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Dynadot Inc&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,88%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;7&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Gname&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,78%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;8&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;GMO / Onamae&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,75%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;9&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Spaceship&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,67%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;10&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;IONOS SE&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,66%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Nei dati grezzi, i primi cinque detengono il 28,72% e i primi dieci il 37,45%. I 100 registrar elencati coprono il 70,52% di tutti i domini.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;cosa-nasconde-la-classifica-grezza-le-entit-di-comodo&quot;&gt;Cosa nasconde la classifica grezza: le entità di comodo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il problema è che «GoDaddy.com LLC» è solo &lt;em&gt;uno&lt;/em&gt; dei registrar accreditati ICANN di GoDaddy. GoDaddy possiede anche Wild West Domains, LLC (un’entità accreditata separata, ID IANA 440) e ne gestisce diverse altre. Quando ho consolidato i vari nomi legali sotto cui registra ciascun proprietario, la metodologia di raggruppamento propria di webatla, mappata a mano sul registro IANA degli ID dei registrar, il quadro cambia:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Proprietario&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Quota consolidata&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Entità legali&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Entità singola più grande&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;GoDaddy&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;19,64%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;7&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;16,91%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Namecheap&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;6,06%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;5,29%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Squarespace / ex-Google Domains&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;3,13%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,02%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Tucows&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,55%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,55%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Dynadot&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,40%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Alibaba Cloud / HiChina&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2,20%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;3&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Hostinger&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,95%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,95%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;IONOS&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,90%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;NameSilo&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,78%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;2&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Gname&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,78%&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1,78%&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GoDaddy passa dal 16,91% al 19,64% una volta unite le sette entità GoDaddy presenti nei nostri dati&lt;/strong&gt;, quasi tre punti pieni di quota di mercato invisibili nella classifica grezza. In versione consolidata, i primi tre proprietari controllano il 28,83% di tutte le registrazioni di domini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il raggruppamento più sorprendente è al quarto posto. &lt;strong&gt;«Squarespace Domains II LLC» è letteralmente il registrar Google Domains rinominato.&lt;/strong&gt; La prova è chiara: gli ID registrar IANA sono permanenti e non vengono mai riassegnati. Il registrar di Google deteneva l’ID IANA 895, e oggi il registro IANA elenca l’ID 895 come «Squarespace Domains II LLC». Squarespace ha acquistato nel 2023 il portafoglio di Google Domains, circa 10 milioni di domini, ereditando l’entità per intero. (Per aggiungere confusione, i nameserver &lt;code&gt;googledomains.com&lt;/code&gt; visti nella tabella del DNS sono ancora il Cloud DNS di Google: solo l’attività di &lt;em&gt;registrar&lt;/em&gt; si è spostata a Squarespace.) Allo stesso modo, Alibaba Cloud, HiChina e Wanwang sono un unico registrar (ID IANA 1599), mentre Network Solutions, Register.com e Domain.com confluiscono tutti in Newfold Digital. Per chi vuole approfondire da sé questa filiazione, i campi di registrar e data di creazione si trovano nel &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;dataset RDAP/WHOIS&lt;/a&gt;, e il nostro articolo su &lt;a href=&quot;/blog/rdap-vs-whois&quot;&gt;RDAP vs WHOIS&lt;/a&gt; spiega perché abbiamo standardizzato su RDAP.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;registrar-per-la-tutela-del-marchio-contro-registrar-di-mass&quot;&gt;Registrar per la tutela del marchio contro registrar di massa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ecco la parte controintuitiva. I colossi per volume &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; detengono i domini di punta di internet. Nei nostri dati, i nomi famosi e di alto valore si concentrano invece presso i registrar aziendali specializzati nella tutela del marchio:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Registrar&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Detiene nei nostri dati (esempi)&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;MarkMonitor&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;google.com, googleapis.com, youtube.com, gstatic.com&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;CSC Corporate Domains&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;twitter.com, ibm.com, att.com, nginx.org&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Cloudflare Registrar&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;cloudflare.com, discord.com, ietf.org&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;GoDaddy, Namecheap e Hostinger possiedono il &lt;em&gt;volume di massa&lt;/em&gt;, decine di milioni di domini ordinari, ma i nomi per cui un ufficio legale Fortune 500 perde il sonno si trovano presso MarkMonitor e CSC, dove la proposta è sicurezza e difesa del marchio, non il prezzo. La quota di mercato per numero e la quota di mercato per &lt;em&gt;valore&lt;/em&gt; sono due mappe diverse. Il &lt;a href=&quot;/datasets/all-data&quot;&gt;join all-data&lt;/a&gt; permette di tracciarle entrambe.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;i-domini-pi-vecchi-di-internet&quot;&gt;I domini più vecchi di internet&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Incrociando le date di creazione del registro con l’elenco dei domini attivi emergono i fossili viventi di internet: i &lt;strong&gt;domini più vecchi&lt;/strong&gt; ancora registrati e risolvibili oggi.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/oldest-domains-timeline.png&quot; alt=&quot;Cronologia dei domini più vecchi ancora registrati, a partire da symbolics.com nel 1985&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Cronologia dei domini più vecchi ancora registrati, a partire da symbolics.com nel 1985&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Dominio&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Registrato il&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Registrar attuale (nei nostri dati)&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;symbolics.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1985-03-15&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;think.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1985-05-24&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;MarkMonitor&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;mitre.org&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1985-07-10&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;dec.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1985-09-30&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Squarespace&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;northrop.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1985-11-07&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;CSC&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;xerox.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1986-01-09&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;MarkMonitor&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;hp.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1986-03-03&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;bellcore.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1986-03-05&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;CSC&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;ibm.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1986-03-19&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;CSC&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;intel.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1986-03-25&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;MarkMonitor&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;att.com&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;1986-04-25&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;CSC&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;code&gt;symbolics.com&lt;/code&gt;, registrato il 1985-03-15, è il primo dominio &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; di sempre, ed è ancora online.&lt;/strong&gt; Dietro di esso c’è un elenco dei protagonisti dell’informatica anni ’80: un produttore di macchine Lisp, Digital Equipment, Xerox, HP, IBM, Intel, AT&amp;amp;T. Da notare quanti di questi si trovano oggi presso MarkMonitor e CSC: lo stesso schema di tutela del marchio, applicato ai nomi più vecchi e di maggior valore della rete.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;una-nota-di-onest-sulle-date&quot;&gt;Una nota di onestà sulle date&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Alcuni record nei dati riportano timestamp evidentemente falsi: &lt;code&gt;nordu.net&lt;/code&gt; risulta datato 1985-01-01, e un gruppo di domini &lt;code&gt;.se&lt;/code&gt; riporta tutti 1985-01-17. Quelle date &lt;em&gt;precedono&lt;/em&gt; symbolics.com, ma sono quasi certamente valori predefiniti o segnaposto del registro, non registrazioni reali, quindi non le presenterò come «più vecchie del primo &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;». Il primo &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; verificabile è &lt;code&gt;symbolics.com&lt;/code&gt;, del 1985-03-15. Dichiararlo con chiarezza conta più di un numero più appariscente. Se i dati hanno un punto debole, è meglio saperlo da me che scoprirlo dopo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;«Una concentrazione così profonda è una questione di rischio sistemico, non una curiosità. Il senso di possedere i dati grezzi è poter misurare la propria esposizione, senza dover fidarsi della dashboard di un fornitore per sapere quanto si dipende da quel fornitore.» – Alan, CEO di webatla&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2 id=&quot;metodologia&quot;&gt;Metodologia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Alcune note per poter valutare, e riprodurre, l’analisi:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Ambito e data.&lt;/strong&gt; Questa analisi è stata condotta a giugno 2026: ogni cifra è una fotografia puntuale di quel mese e cambierà nel tempo man mano che i domini vengono registrati, abbandonati e trasferiti. Tutte le cifre sono quote sull’indice completo dei domini attivi di webatla, pari a circa 405 milioni di domini. Le quote DNS sono calcolate in base al provider di nameserver autoritativo di ciascun dominio, mentre le cifre su registrar e data di creazione provengono dai record di registro/RDAP.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Il consolidamento delle entità è nostro.&lt;/strong&gt; La tabella grezza dei registrar riflette le singole entità legali esattamente come le riportano i registri. La tabella &lt;em&gt;consolidata&lt;/em&gt; è un raggruppamento di webatla: mappiamo ogni entità legale accreditata sul suo vero proprietario, verificato rispetto al registro IANA degli ID dei registrar, così che le sette entità di GoDaddy, le tre di Alibaba e il portafoglio ereditato da Google di Squarespace vengano contate una sola volta, sotto la società madre corretta. Pubblichiamo entrambe le tabelle per mostrare esattamente cosa abbiamo unito.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Nessun SQL richiesto.&lt;/strong&gt; Si tratta di dati su data di creazione e nameserver incrociati tra due file. Ogni numero qui riportato risale a una colonna che si può elaborare con una tabella pivot in un foglio di calcolo, senza bisogno di un motore di query.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Segnaliamo i dati incerti.&lt;/strong&gt; Le date di registrazione segnaposto (i record 1985-01-01 / 1985-01-17) restano nei dati grezzi ma sono escluse dall’affermazione sul «primo .com».&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2 id=&quot;faq&quot;&gt;FAQ&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è il provider DNS più diffuso nel 2026?&lt;/strong&gt;
&lt;code&gt;domaincontrol.com&lt;/code&gt; di GoDaddy, il nameserver autoritativo per il 14,24% di tutti i domini, seguito da &lt;a href=&quot;/technology/cloudflare&quot;&gt;Cloudflare&lt;/a&gt; al 10,65%. Insieme, questi due rispondono per il 24,90% del DNS di internet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quale registrar ha più domini?&lt;/strong&gt;
GoDaddy. La sua entità di punta, GoDaddy.com LLC, detiene da sola il 16,91% di tutti i domini. Consolidando le entità GoDaddy nei nostri dati, il gruppo arriva al 19,64%, ampiamente il registrar più grande per numero di domini. Il campo del registrar proviene dal &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;dataset RDAP/WHOIS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è stato il primo dominio .com?&lt;/strong&gt;
&lt;code&gt;symbolics.com&lt;/code&gt;, registrato il 1985-03-15, ed è ancora online oggi. Alcuni record nei dati grezzi riportano date segnaposto precedenti (ad esempio 1985-01-01), ma si tratta di valori predefiniti del registro, non di registrazioni reali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Squarespace è davvero il vecchio registrar Google Domains?&lt;/strong&gt;
Sì. «Squarespace Domains II LLC» è l’entità rinominata che deteneva Google Domains: l’ID registrar IANA 895, permanente e mai riassegnato, punta ancora a quello stesso registrar di riferimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto è concentrato il mercato dei domini nel complesso?&lt;/strong&gt;
I primi due provider DNS coprono il 24,90% dei domini e i primi dieci il 41,87%. Sul lato registrar, le prime dieci entità legali coprono il 37,45%, ovvero circa il 43,4% una volta consolidate per proprietario. La concentrazione è alta in testa e degrada in una lunga coda.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-i-dati-e-misurarli-da-soli&quot;&gt;Ottenere i dati e misurarli da soli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le dashboard dei fornitori mostrano solo la loro fetta. I dati grezzi permettono di misurare l’intero mercato, concentrazione del DNS, proprietà dei registrar, età dei domini, alle proprie condizioni.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/dns&quot;&gt;Dataset DNS – €199 →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; record del nameserver autoritativo per dominio. Alimenta l’analisi sulla concentrazione del DNS qui sopra.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;Dataset RDAP/WHOIS – €299 →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; registrar e data di creazione per dominio. Alimenta l’analisi sul consolidamento dei registrar e sui domini più vecchi.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/all-data&quot;&gt;All-data join – €599 →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; tutto unito in un unico file: fare tutto quanto sopra in un’unica tabella pivot.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/all-active-domains&quot;&gt;All active domains – €29 →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; l’elenco di base dei domini su cui si costruisce tutto il resto.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Il catalogo completo si trova nella &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;pagina dei dataset&lt;/a&gt; e nei &lt;a href=&quot;/pricing&quot;&gt;prezzi →&lt;/a&gt;. Chi è alle prime armi con i dati può iniziare da &lt;a href=&quot;/blog/how-to-download-list-of-all-active-domains&quot;&gt;come scaricare un elenco di tutti i domini attivi&lt;/a&gt;, per poi scoprire cosa stanno facendo al &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;panorama delle estensioni di dominio&lt;/a&gt; il &lt;a href=&quot;/blog/ai-domain-boom-tld-growth&quot;&gt;boom dei domini AI&lt;/a&gt; e le &lt;a href=&quot;/blog/fastest-growing-tlds-q1-2026&quot;&gt;estensioni in più rapida crescita del Q1 2026&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/platform-security-upgrade-reset-credentials</id>
    <title>Abbiamo aggiornato webatla: reimposti la password e rigeneri le chiavi API</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/platform-security-upgrade-reset-credentials"/>
    <published>2026-06-13T21:53:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-01T14:58:43.649Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>webatla è ora basata su un’infrastruttura più veloce e sicura. Come misura di sicurezza precauzionale, chiediamo a tutti i titolari di un account di reimpostare la password e rigenerare le chiavi API. Tutti i dataset acquistati e l’accesso ai download sono completamente conservati: nulla di ciò che ha pagato è cambiato.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;Abbiamo completato un importante aggiornamento della piattaforma webatla e dell’infrastruttura che la sostiene. Il sito ora funziona su server applicativi ricostruiti e più veloci, è protetto da Cloudflare e utilizza un TLS rafforzato oltre a un livello di account e API migliorato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’ambito di questo intervento abbiamo rinnovato le chiavi di sicurezza che proteggono le sessioni di accesso e i token API. In modo che da ora in avanti solo &lt;strong&gt;Lei&lt;/strong&gt; sia in possesso delle chiavi del Suo account, chiediamo a tutti i titolari di un account di completare due semplici passaggi.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-deve-fare&quot;&gt;Cosa deve fare&lt;/h2&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Reimposti la password.&lt;/strong&gt; Apra la pagina &lt;a href=&quot;/account/forgot-password&quot;&gt;Reimpostare la password&lt;/a&gt;, inserisca la Sua email e segua il link che Le invieremo per sceglierne una nuova.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Rigeneri le chiavi API.&lt;/strong&gt; Vada alle &lt;a href=&quot;/account/api&quot;&gt;impostazioni API&lt;/a&gt;, generi una nuova chiave e aggiorni eventuali script o integrazioni che utilizzano quella precedente.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Entrambi i passaggi richiedono meno di un minuto e vanno eseguiti una sola volta.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;i-suoi-dataset-e-il-suo-accesso-sono-al-sicuro&quot;&gt;I Suoi dataset e il Suo accesso sono al sicuro&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nulla di ciò che ha pagato è cambiato.&lt;/strong&gt; Ogni dataset acquistato, insieme all’accesso ai download e alla cronologia completa degli ordini, è stato trasferito sulla nuova piattaforma senza alcuna modifica. Non deve acquistare nuovamente nulla e nessun file o diritto di accesso è andato perso.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;perch-lo-chiediamo&quot;&gt;Perché lo chiediamo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Rinnovare le credenziali dopo una modifica infrastrutturale è una normale prassi di sicurezza. Garantisce una rottura netta con il passato, in modo che da ora in avanti Lei sia l’unica persona in possesso delle chiavi del Suo account e dell’accesso API. Si tratta di una precauzione, non di un segnale che qualcosa sia andato storto, e i Suoi dati non sono mai stati esposti.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande&quot;&gt;Domande?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se incontra difficoltà nel reimpostare la password o nel rigenerare una chiave, ci contatti tramite la nostra &lt;a href=&quot;/contact&quot;&gt;pagina dei contatti&lt;/a&gt; e La aiuteremo subito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il team webatla&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/rdap-vs-whois</id>
    <title>RDAP vs WHOIS: come funzionano le ricerche di dominio nel 2026</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/rdap-vs-whois"/>
    <published>2026-06-13T16:28:20.775Z</published>
    <updated>2026-06-13T16:28:20.775Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>WHOIS è in via di dismissione a favore di RDAP. Ecco in cosa i due protocolli differiscono, perché ICANN ha imposto il passaggio e come interrogare dati di registrazione strutturati su larga scala.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;Per quattro decenni, &lt;strong&gt;WHOIS&lt;/strong&gt; è stato il modo in cui si scopriva chi aveva registrato un dominio. Quell’epoca sta finendo. &lt;strong&gt;RDAP&lt;/strong&gt;, il Registration Data Access Protocol, lo ha sostituito come standard e, dal 2025, i registri non sono più tenuti in alcun modo a gestire il servizio WHOIS legacy. Ecco cosa è cambiato, perché è importante e come interrogare i dati di registrazione nel modo moderno.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cos-whois&quot;&gt;Cos’è WHOIS?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;WHOIS è un semplice protocollo richiesta/risposta che risale al 1982 (RFC 812, poi RFC 3912). Ci si connette a un server sulla &lt;strong&gt;porta 43&lt;/strong&gt;, si invia un nome di dominio e si riceve un blocco di testo che descrive il registrante, il registrar, le date chiave e i nameserver.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Funzionava, ma era stato costruito per un internet diverso:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Testo non strutturato.&lt;/strong&gt; Ogni registro formattava l’output in modo diverso, quindi il parsing era un gioco perenne al whack-a-mole con le regex.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Nessuna internazionalizzazione.&lt;/strong&gt; Era orientato all’ASCII, e i dati dei registranti non latini erano un caos.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Nessun controllo di accesso standard.&lt;/strong&gt; Un output tutto-o-niente si scontrava pesantemente con normative sulla privacy come il GDPR.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Nessuna individuazione standard.&lt;/strong&gt; Bisognava già conoscere il server WHOIS di ciascun TLD.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2 id=&quot;cos-rdap&quot;&gt;Cos’è RDAP?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;RDAP&lt;/strong&gt; (RFC 7480–7484, aggiornate da 9082/9083) è la sostituzione moderna. Stesso obiettivo, i dati di registrazione, ma riprogettato da zero:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;JSON su HTTPS.&lt;/strong&gt; Risposte strutturate e prevedibili che si possono analizzare in modo affidabile.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Uno schema di interrogazione standard.&lt;/strong&gt; URL coerenti come &lt;code&gt;https://rdap.example/domain/example.com&lt;/code&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Bootstrapping.&lt;/strong&gt; IANA pubblica un registro che indica quale server RDAP è autorevole per ciascun TLD, quindi l’individuazione è automatica.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Accesso differenziato.&lt;/strong&gt; È consapevole dell’autenticazione, quindi un registro può restituire più dati agli utenti autorizzati mostrando al pubblico una vista con dati oscurati: il modello a misura di GDPR.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Internazionalizzazione e oscuramento dei dati&lt;/strong&gt; sono considerazioni di primo piano, non ripensamenti postumi.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2 id=&quot;rdap-vs-whois-le-differenze-principali&quot;&gt;RDAP vs WHOIS: le differenze principali&lt;/h2&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;WHOIS&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;RDAP&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Formato&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Testo libero&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;JSON strutturato&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Trasporto&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Porta 43 (testo in chiaro)&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;HTTPS&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Individuazione&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Manuale, per registro&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Registro di bootstrap IANA&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Controllo di accesso&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Nessuno&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Standardizzato, con autenticazione&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Internazionalizzazione&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Scarsa&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Integrata&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Stato&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;In dismissione&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Standard attuale&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;h2 id=&quot;perch-il-settore-passato-a-rdap&quot;&gt;Perché il settore è passato a RDAP&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;ICANN ha ratificato RDAP come successore di WHOIS e ha imposto ai registri e ai registrar dei gTLD di implementarlo. Il momento decisivo è arrivato nel &lt;strong&gt;2025&lt;/strong&gt;, quando le parti contrattuali non sono più state obbligate a gestire il vecchio servizio WHOIS sulla porta 43, chiudendo di fatto l’epoca di WHOIS per i gTLD. Se si sta ancora costruendo su un parsing del testo WHOIS, si sta costruendo su una base ormai superata.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;come-interrogare-rdap&quot;&gt;Come interrogare RDAP&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Una ricerca è semplicemente una richiesta HTTPS GET. Per trovare il server giusto si può consultare il file di bootstrap di IANA, oppure interrogare un endpoint router che lo risolve automaticamente:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;curl -s https://rdap.org/domain/example.com | jq &apos;{
  domain: .ldhName,
  status: .status,
  registrar: (.entities[]? | select(.roles[]? == &quot;registrar&quot;) | .vcardArray[1][1][3]),
  created: (.events[]? | select(.eventAction == &quot;registration&quot;) | .eventDate)
}&apos;
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Poiché la risposta è in JSON strutturato, estrarre un campo specifico (data di registrazione, stato, nameserver) è una singola riga di codice invece di un parser fragile.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;interrogare-dati-di-registrazione-su-larga-scala&quot;&gt;Interrogare dati di registrazione su larga scala&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;RDAP è ideale per un dominio alla volta. Per &lt;em&gt;milioni&lt;/em&gt; di domini si incontrano due ostacoli: i &lt;strong&gt;rate limit&lt;/strong&gt; e le &lt;strong&gt;particolarità dei server per singolo TLD&lt;/strong&gt;, dato che ogni registro gestisce un proprio endpoint, con proprie regole di throttling e oscuramento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È questo il vuoto che colma il &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;dataset RDAP &amp;amp; WHOIS&lt;/a&gt;. Risolviamo i dati di registrazione per ogni dominio attivo e li distribuiamo come &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;JSONL&lt;/a&gt; normalizzato: registrar, date chiave, stato e nameserver in un unico schema coerente, così può analizzare l’intero namespace senza gestire un crawler distribuito o tenere sotto controllo i rate limit.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande-frequenti&quot;&gt;Domande frequenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;WHOIS è morto?&lt;/strong&gt;
Per i gTLD, di fatto sì: RDAP è il protocollo richiesto e l’obbligo relativo alla porta 43 è terminato. Alcuni ccTLD eseguono ancora il vecchio WHOIS, ma la direzione di marcia è a senso unico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I dati RDAP sono diversi dai dati WHOIS?&lt;/strong&gt;
Sono gli &lt;em&gt;stessi&lt;/em&gt; dati di registrazione, esposti in modo strutturato e con controllo degli accessi. Le risposte pubbliche sono spesso oscurate per motivi di privacy, mentre l’accesso autenticato può restituirne di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;È possibile scaricare i dati di registrazione in blocco?&lt;/strong&gt;
RDAP per singolo dominio è soggetto a rate limit, quindi un lavoro in blocco in tempo reale è impraticabile. Un &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;dataset&lt;/a&gt; già pronto è la strada scalabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come si trova il server RDAP di un TLD?&lt;/strong&gt;
Utilizzi il registro di bootstrap di IANA, oppure un router come &lt;code&gt;rdap.org&lt;/code&gt; che lo risolve automaticamente. Può consultare la copertura per &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;TLD&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;lavorare-con-i-dati-di-registrazione-nel-modo-moderno&quot;&gt;Lavorare con i dati di registrazione nel modo moderno&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Smetta di analizzare testo sulla porta 43. &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;Scarichi il dataset RDAP &amp;amp; WHOIS →&lt;/a&gt; per dati di registrazione strutturati su ogni dominio, oppure &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;consulti tutti i dataset&lt;/a&gt; per combinarlo con technologies, ranking e DNS.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/ai-domain-boom-tld-growth</id>
    <title>Il boom del dominio .ai: da 900 a 71.000 nuove registrazioni al mese</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/ai-domain-boom-tld-growth"/>
    <published>2026-06-01T18:37:00.000Z</published>
    <updated>2026-06-22T17:49:46.834Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>Nel 2018 webatla ha contato 10.807 nuove registrazioni .ai in tutto l’anno. Nel 2025: 478.794, un salto di 44 volte. Come un ccTLD caraibico sonnolento è diventato il dominio di punta dell’era dell’IA, analizzato mese per mese.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il dominio .ai non è cresciuto. È esploso.&lt;/strong&gt; Nel 2018 webatla ha registrato 10.807 nuove registrazioni .ai in tutto l’anno, un piccolo ccTLD sonnolento che si muoveva a circa 900 al mese. Nel 2025 ne abbiamo registrate 478.794. Si tratta dello stesso TLD, oltre 44 volte più grande, e il punto di svolta coincide quasi esattamente con il momento in cui il mondo ha iniziato a parlare con i chatbot.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa è la storia di come un dominio country-code caraibico è diventato la barra degli indirizzi predefinita dell’era dell’IA, raccontata interamente attraverso i conteggi mensili delle nuove registrazioni di webatla. I numeri qui sotto sono una nostra serie esclusiva, senza stime, senza passaggi intermedi attraverso totali di terze parti.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/ai-tld-growth-2018-2026.png&quot; alt=&quot;Nuove registrazioni mensili del dominio .ai, gen 2018 - mag 2026&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Nuove registrazioni mensili del dominio .ai, gen 2018 - mag 2026&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;h2 id=&quot;gli-anni-tranquilli-2018-2021&quot;&gt;Gli anni tranquilli (2018-2021)&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per gran parte della sua esistenza, &lt;a href=&quot;/tld/ai&quot;&gt;.ai&lt;/a&gt; è stata una curiosità. È il dominio country-code (&lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;ccTLD&lt;/a&gt;) per l’&lt;a href=&quot;/country/ai&quot;&gt;Anguilla&lt;/a&gt;, un territorio britannico d’oltremare nei Caraibi, delegato dalla IANA il 16 febbraio 1995. Le due lettere si sono trovate a coincidere anche con l’abbreviazione di «intelligenza artificiale», una coincidenza che vale, come vedremo, decine di milioni di dollari all’anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma per molto tempo a nessuno importava. Ecco come si presentava l’andamento iniziale nei nostri dati:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Anno&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Nuove registrazioni .ai&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Media / mese&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2018&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;10.807&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;901&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2019&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;11.850&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;988&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2020&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;17.446&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.454&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2021&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;21.097&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.758&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Il 2018 fu un plateau piatto, tra le 800 e le 1.100 registrazioni ogni mese, per tutto l’anno. La pandemia ha spinto leggermente i numeri verso l’alto: il 2020 è salito a una media di 1.454 al mese, mentre il web nel suo complesso si espandeva, e il 2021 ha mantenuto quella tendenza fino a 1.758. Rispettabile, organico, poco interessante. Se nel 2021 si fosse detto a un investitore di domini che questo TLD avrebbe presto superato la maggior parte dei gTLD storici per numero di registrazioni, avrebbe riso.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;il-punto-di-svolta-fine-2022-e-un-chatbot&quot;&gt;Il punto di svolta: fine 2022 e un chatbot&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;ChatGPT è stato lanciato il 30 novembre 2022. Se ne vede l’effetto nei nostri dati nel giro di poche settimane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dicembre 2022 ha registrato 3.868 nuove registrazioni .ai, già il primo vero picco, ben al di sopra della media di 2.238 al mese di quell’anno. Poi gennaio 2023 ha raggiunto quota 6.715. Si tratta di un &lt;strong&gt;aumento del +74% da un mese all’altro&lt;/strong&gt;, da dicembre a gennaio, senza stagione delle festività a favorirlo, senza promozioni del registro, solo l’improvvisa e globale consapevolezza che «ai» era ormai la coppia di lettere più preziosa della tecnologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il confronto sull’intero anno è la parte che sembra ancora un errore di battitura:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Anno&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Totale&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Media / mese&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;vs. anno precedente&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2022&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;26.851&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.238&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;—&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2023&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;141.620&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;11.802&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;~5,3x&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2024&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;244.799&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;20.400&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;~1,7x&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;2025&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;478.794&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;39.900&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;~2,0x&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;La media mensile di 11.802 nel 2023 è circa &lt;strong&gt;5,3 volte&lt;/strong&gt; la media di 2.238 del 2022. Il TLD non è cresciuto gradualmente insieme alla domanda, è stato spinto bruscamente verso l’alto nell’istante in cui un prodotto di consumo ha reso «IA» un termine di uso comune. Questo è uno dei segnali più netti legati a un singolo evento riscontrabili nei dati sui domini, ed è esattamente per questo che manteniamo &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;dataset&lt;/a&gt; che permettono di osservare le nuove registrazioni per TLD nel tempo.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;il-nuovo-plateau-e-una-corsa-da-record&quot;&gt;Il nuovo plateau e una corsa da record&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ciò che colpisce è che il 2023 non è stata una bolla isolata poi sgonfiatasi. Il nuovo livello si è mantenuto e ha continuato a salire. Il 2024 ha quasi raddoppiato il 2023 (244.799), e il 2025 è quasi raddoppiato di nuovo fino a 478.794, da solo &lt;strong&gt;44,3 volte&lt;/strong&gt; il totale dell’intero 2018. Dal 2018 al 2025 questo corrisponde a un tasso di crescita annuo composto di circa il &lt;strong&gt;72% l’anno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi la corsa è diventata ancora più intensa a cavallo del 2026:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Mese (2026)&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Nuove registrazioni .ai&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Gennaio&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;46.081&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Febbraio&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;60.818&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Marzo&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;&lt;strong&gt;71.227&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Aprile&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;25.715 &lt;em&gt;(parziale)&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;Maggio&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;9.104 &lt;em&gt;(parziale)&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;I &lt;strong&gt;71.227&lt;/strong&gt; di marzo 2026 rappresentano il mese più alto dell’intera nostra serie .ai, il picco assoluto mai registrato. Per riassumere l’intero arco in un solo numero: da gennaio 2018 a maggio 2026, questa serie contiene &lt;strong&gt;1.166.209&lt;/strong&gt; nuove registrazioni .ai.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;una-precisazione-necessaria-e-onesta&quot;&gt;Una precisazione necessaria e onesta&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Osservando di nuovo quella tabella si nota che aprile (25.715) e maggio (9.104) crollano bruscamente dopo il record di marzo. &lt;strong&gt;Non lo si interpreti come un calo della domanda di .ai.&lt;/strong&gt; Oggi è il 22 giugno 2026, e i dati sulle registrazioni impiegano tempo a consolidarsi: c’è un ritardo nella raccolta, record che arrivano in ritardo e una riconciliazione non ancora conclusa per le settimane più recenti. Questi ultimi uno o due mesi sono quasi certamente &lt;strong&gt;incompleti&lt;/strong&gt;, non una prova che la corsa ai domini dell’IA sia finita. Ogni mese precedente in questa serie si è completato nel tempo, e anche questi lo faranno. Preferiamo mostrare dati parziali chiaramente segnalati piuttosto che nasconderli silenziosamente fingendo che la curva sia regolare.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cos-davvero-ai-e-il-colpo-di-fortuna-dellanguilla&quot;&gt;Cos’è davvero .ai, e il colpo di fortuna dell’Anguilla&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il motivo per cui questo conta al di là di un grafico ben fatto: un piccolo governo caraibico si sta finanziando sull’onda dell’hype dell’IA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo spazio dei nomi .ai è di proprietà del governo dell’Anguilla, che ne definisce le politiche in qualità di organizzazione sponsor ufficiale. Per circa tre decenni il registro è stato amministrato da Vince Cate, un espatriato statunitense trasferitosi sull’isola a metà degli anni ’90 che, a suo dire, ricevette il ccTLD da Jon Postel di IANA e girò la maggior parte dei ricavi al governo. In un’intervista dei primi mesi del 2024, Cate ha stimato il valore del registro in «circa 3 milioni di dollari statunitensi al mese», «già come un terzo del budget del governo».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il FMI ha stimato i ricavi .ai del 2023 in circa 87 milioni di dollari EC (circa 32 milioni di dollari statunitensi), poco più del 20% delle entrate totali del governo dell’Anguilla, saliti a circa 39 milioni di dollari statunitensi nel 2024. Verso fine 2024 il TLD aveva superato le 500.000 registrazioni e il governo ha firmato un accordo quinquennale, annunciato il 15 ottobre 2024, che affida i servizi di registro back-end a Identity Digital, il fornitore statunitense dietro centinaia di gTLD. Identity Digital ha assunto le operazioni il 15 gennaio 2025, restituendo, secondo quanto riportato, circa il 90% dei ricavi all’Anguilla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un paio di particolarità pratiche utili da sapere se si decide di registrarne uno:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;.ai richiede una durata minima di 2 anni&lt;/strong&gt;, disponibile da 2 fino a 10 anni. Non esiste un’opzione di un anno.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non ci sono requisiti di residenza.&lt;/strong&gt; Nonostante sia il ccTLD dell’Anguilla, chiunque nel mondo può registrarne uno: la registrazione aperta di secondo livello è disponibile a livello globale dal 15 settembre 2009.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-significa-questo-per-chi-monitora-i-domini&quot;&gt;Cosa significa questo per chi monitora i domini&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per chi monitora i TLD per lavoro, che si tratti di investimenti, tutela del marchio, intelligence competitiva o semplice individuazione delle tendenze, .ai è il caso da manuale che dimostra perché i dati sulle registrazioni fresche battono uno snapshot statico. Un conteggio puntuale direbbe solo che .ai è «grande». Solo la serie mensile dice &lt;em&gt;quando&lt;/em&gt; è diventato grande, quanto velocemente, e se la curva continua a salire. Quella tempistica è il segnale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso approccio fa emergere il &lt;em&gt;prossimo&lt;/em&gt; .ai prima che diventi evidente. Il TLD che sta salendo silenziosamente da 900 a 1.700 al mese, come ha fatto .ai nel 2019-2021, è quello che vale la pena osservare, e lo si può individuare solo monitorando le nuove registrazioni mese su mese invece di reagire ai titoli di giornale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta che un TLD è sotto osservazione, le domande successive riguardano cosa c’è dietro quei domini: &lt;a href=&quot;/datasets/technologies&quot;&gt;cosa esegue ciascun sito&lt;/a&gt; e il &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;registro delle registrazioni&lt;/a&gt; per ciascuno di essi. E se si parte da zero, la nostra guida su &lt;a href=&quot;/blog/how-to-download-list-of-all-active-domains&quot;&gt;come scaricare l’elenco completo dei domini attivi&lt;/a&gt; illustra le opzioni realistiche. È sempre possibile &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;sfogliare l’elenco completo dei TLD&lt;/a&gt; per vedere dove si colloca .ai rispetto a tutto il resto.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;faq&quot;&gt;FAQ&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;.ai è davvero un dominio dell’intelligenza artificiale?&lt;/strong&gt; No, ed è proprio questo il bello. .ai è il TLD country-code ufficiale dell’Anguilla, un territorio britannico d’oltremare nei Caraibi, e lo è dal 1995. Il significato «IA» è una fortunata coincidenza che il mercato ha sfruttato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le registrazioni .ai stanno davvero diminuendo nel 2026?&lt;/strong&gt; No. I valori bassi di aprile e maggio 2026 nei nostri dati sono incompleti: i mesi recenti sono ancora in fase di consolidamento al momento della stesura (22 giugno 2026). Il mese recente più completo, marzo 2026, è stato il più alto mai registrato con 71.227.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché .ai costa più di altri domini?&lt;/strong&gt; Il registro impone una durata minima di registrazione di 2 anni (non è possibile acquistarne uno per un solo anno), e .ai è una fonte di ricavi significativa per il governo dell’Anguilla, che trattiene la maggior parte dei proventi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quante nuove registrazioni .ai ha contato webatla?&lt;/strong&gt; Da gennaio 2018 a maggio 2026, questa serie conta 1.166.209 nuove registrazioni .ai, di cui 478.794 nel solo 2025.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-i-dati&quot;&gt;Ottenere i dati&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Questo intero articolo riguarda un solo TLD estratto da dati che aggiorniamo ogni giorno. &lt;a href=&quot;/datasets/all-active-domains&quot;&gt;Scaricare il dataset All Active Domains →&lt;/a&gt; per avere ogni dominio attivo di ogni TLD, .ai incluso, in JSONL pulito per &lt;a href=&quot;/pricing&quot;&gt;€29 fissi&lt;/a&gt;, pronto da suddividere come si preferisce. Se invece si cercano le registrazioni &lt;em&gt;fresche&lt;/em&gt;, il segnale di allerta precoce che ha colto il punto di svolta di .ai, il &lt;a href=&quot;/datasets/domain-investor&quot;&gt;dataset Domain Investor&lt;/a&gt; è pensato per tracciare quali TLD si stanno scaldando in questo momento. Oppure &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;sfogliare tutti i dataset&lt;/a&gt; per vedere cos’altro si può aggiungere.&lt;/p&gt;
</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/fastest-growing-tlds-q1-2026</id>
    <title>Le TLD in crescita più rapida del Q1 2026 (e quale crescita è davvero reale)</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/fastest-growing-tlds-q1-2026"/>
    <published>2026-04-06T19:18:00.000Z</published>
    <updated>2026-06-22T18:29:01.531Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>Abbiamo classificato tutte le TLD in base alla crescita trimestre su trimestre delle registrazioni per il Q1 2026. .makeup è balzato del +4.852% e .lol ha aggiunto 252.177 domini, ma la crescita grezza nasconde tanto quanto rivela. Come distinguere una tendenza reale da una promozione del registro.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un numero di crescita del +4.851% può essere perfettamente accurato e non dire quasi nulla.&lt;/strong&gt; Ecco le TLD in crescita più rapida del Q1 2026, classificate per crescita trimestre su trimestre, insieme all’unica domanda che conta davvero: quale di questi picchi è una tendenza reale e quale è una promozione del registro travestita da domanda. La query è stata eseguita sui dati di registrazione proprietari di webatla. Di seguito la classifica completa, il metodo e un’analisi di come distinguere il segnale dal rumore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima il numero di apertura: tra le prime 50 TLD di questa query, le nuove registrazioni sono passate da &lt;strong&gt;414.056 nel Q4 2025 a 1.109.663 nel Q1 2026&lt;/strong&gt;, un +168% complessivo trimestre su trimestre. Si tratta di un movimento genuinamente ampio. Ma «complessivo» nasconde quasi tutto ciò che è interessante, perché la parte alta della classifica percentuale è dominata da estensioni che crescono partendo da una base talmente piccola che la percentuale diventa quasi priva di significato.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;le-tld-in-crescita-pi-rapida-del-q1-2026&quot;&gt;Le TLD in crescita più rapida del Q1 2026&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ecco le prime 15 estensioni di dominio per crescita QoQ. Leggere la colonna «base Q4» con la stessa attenzione della percentuale: è lì che si trova la storia.&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;TLD&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Crescita QoQ&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Q1 2026&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Base Q4 2025&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Aggiunte nette&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+4.851,84%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;114.338&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.309&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+112.029&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/garden&quot;&gt;.garden&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+1.678,23%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;27.776&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.562&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+26.214&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+579,05%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;295.727&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;43.550&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+252.177&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/mobile&quot;&gt;.mobile&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+463,70%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;3.478&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;617&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+2.861&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/boutique&quot;&gt;.boutique&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+401,39%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;5.786&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.154&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+4.632&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/fyi&quot;&gt;.fyi&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+325,79%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;11.292&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.652&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+8.640&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/delivery&quot;&gt;.delivery&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+238,01%&lt;/td&gt;
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&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.084&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+2.580&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/ooo&quot;&gt;.ooo&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+228,18%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.294&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;699&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+1.595&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/immo&quot;&gt;.immo&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+227,73%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.458&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;750&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+1.708&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/beauty&quot;&gt;.beauty&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
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&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;9.497&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+20.658&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/cv&quot;&gt;.cv&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+202,37%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;5.621&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.859&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+3.762&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/best&quot;&gt;.best&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+190,25%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;9.050&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;3.118&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+5.932&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/food&quot;&gt;.food&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+182,19%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;7.718&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.735&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+4.983&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/date&quot;&gt;.date&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+135,91%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1.281&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;543&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+738&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/link&quot;&gt;.link&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+133,28%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;47.324&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;20.286&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+27.038&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/tld-q1-2026-pct-growth.png&quot; alt=&quot;Le 15 TLD in maggiore crescita nel Q1 2026 per crescita trimestre su trimestre&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Le 15 TLD in maggiore crescita nel Q1 2026 per crescita trimestre su trimestre&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt; è in testa alla classifica con +4.851%. Non è un errore di battitura, e non è nemmeno un segnale di mercato. È passato da 2.309 registrazioni nel Q4 a 114.338 nel Q1, un balzo di 49 volte partendo da una base di appena duemila domini. Questo è l’aspetto tipico di un evento di registrazione massiva o promozionale, non di una nuova ondata di brand di bellezza che scopre il web. &lt;a href=&quot;/tld/mobile&quot;&gt;.mobile&lt;/a&gt; (+463% da una base di 617) è la versione più pura della trappola: base minuscola, moltiplicatore grande e un guadagno genuinamente piccolo di appena +2.861 domini. &lt;a href=&quot;/tld/garden&quot;&gt;.garden&lt;/a&gt; è più insidioso, +1.678% &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; +26.214 aggiunte nette, un numero grande &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; veloce, che metteremo alla prova più avanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La trappola è trattare la colonna delle percentuali come una classifica della domanda. Non lo è. È soprattutto una classifica di quanto fosse piccolo il trimestre precedente.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;dove-finito-davvero-il-volume&quot;&gt;Dove è finito davvero il volume&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per sapere quali estensioni stanno scegliendo davvero i registranti reali, occorre ordinare per aggiunte nette, Q1 meno Q4, non per percentuale. La classifica cambia completamente.&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;TLD&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Aggiunte nette&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Crescita QoQ&lt;/th&gt;
&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Volume Q1 2026&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+252.177&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+579,05%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;295.727&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+112.029&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+4.851,84%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;114.338&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/asia&quot;&gt;.asia&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+85.580&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+78,68%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;194.345&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/life&quot;&gt;.life&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+32.892&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+62,26%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;85.719&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/link&quot;&gt;.link&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+27.038&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+133,28%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;47.324&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/tech&quot;&gt;.tech&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+26.487&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+50,29%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;79.160&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/garden&quot;&gt;.garden&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+26.214&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+1.678,23%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;27.776&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/beauty&quot;&gt;.beauty&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+20.658&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+217,52%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;30.155&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/one&quot;&gt;.one&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+19.048&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+83,45%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;41.875&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;/tld/studio&quot;&gt;.studio&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+9.613&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;+53,26%&lt;/td&gt;
&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;27.662&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/tld-q1-2026-net-adds.png&quot; alt=&quot;Nuove registrazioni nette di domini aggiunte per TLD nel Q1 2026&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Nuove registrazioni nette di domini aggiunte per TLD nel Q1 2026&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Si guardi &lt;a href=&quot;/tld/asia&quot;&gt;.asia&lt;/a&gt;: +85.580 aggiunte nette, ma solo +78,68% QoQ. Non compare mai nella classifica delle percentuali, eppure ha aggiunto più domini reali di ogni altra TLD tranne .lol e .makeup. &lt;a href=&quot;/tld/life&quot;&gt;.life&lt;/a&gt; (+32.892, +62%), &lt;a href=&quot;/tld/tech&quot;&gt;.tech&lt;/a&gt; (+26.487, +50%) e &lt;a href=&quot;/tld/one&quot;&gt;.one&lt;/a&gt; (+19.048, +83%) raccontano la stessa storia: una crescita percentuale moderata, a due cifre, su una base già ampia. Questo è l’aspetto tipico di un’adozione sostenuta. È silenziosa. Non finisce mai in un titolo «in crescita più rapida» perché la percentuale non è appariscente, ma sposta molti più domini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste sono le tendenze di registrazione dei nuovi gTLD da monitorare nel 2026: non i picchi del 4.000%, ma le estensioni che aggiungono decine di migliaia di domini a trimestre con un ritmo costante. In termini di volume assoluto nel Q1 2026, le prime sono &lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt; (295.727), &lt;a href=&quot;/tld/asia&quot;&gt;.asia&lt;/a&gt; (194.345), &lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt; (114.338), &lt;a href=&quot;/tld/life&quot;&gt;.life&lt;/a&gt; (85.719) e &lt;a href=&quot;/tld/tech&quot;&gt;.tech&lt;/a&gt; (79.160).&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;segnale-contro-rumore-come-distinguere-una-tendenza-reale-da&quot;&gt;Segnale contro rumore: come distinguere una tendenza reale da una promozione del registro&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ecco il grafico più utile di questo articolo. Riportando ogni TLD con il tasso di crescita su un asse e il volume del Q1 sull’altro, le bolle si dispongono da sole in tre gruppi.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;post-fig&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/assets/blog/tld-q1-2026-signal-vs-noise.png&quot; alt=&quot;Grafico a dispersione del tasso di crescita delle TLD rispetto al volume di registrazioni del Q1 2026, la dimensione della bolla è l’aggiunta netta&quot;&gt;&lt;figcaption&gt;Grafico a dispersione del tasso di crescita delle TLD rispetto al volume di registrazioni del Q1 2026, la dimensione della bolla è l’aggiunta netta&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Percentuali enormi da una base minuscola (per lo più rumore):&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;/tld/mobile&quot;&gt;.mobile&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/boutique&quot;&gt;.boutique&lt;/a&gt; e la lunga coda sotto di loro (&lt;a href=&quot;/tld/delivery&quot;&gt;.delivery&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/ooo&quot;&gt;.ooo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/immo&quot;&gt;.immo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/date&quot;&gt;.date&lt;/a&gt;). Basi Q4 piccole, guadagni assoluti modesti: la percentuale è quasi pura aritmetica.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Volume guidato da promozioni (domini reali, tendenza non provata):&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/garden&quot;&gt;.garden&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/beauty&quot;&gt;.beauty&lt;/a&gt;, e in buona parte anche &lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt;. Queste estensioni hanno aggiunto domini realmente e in massa (.makeup +112.029, il secondo guadagno più grande fra tutte le TLD, .garden +26.214), quindi &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; sono «volume piccolo». Ma il motore è il prezzo, non l’adozione: conviene osservare i rinnovi prima di definire una qualunque di queste una tendenza.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Crescita reale e sostenuta (segnale):&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;/tld/asia&quot;&gt;.asia&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/life&quot;&gt;.life&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/tech&quot;&gt;.tech&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/one&quot;&gt;.one&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/link&quot;&gt;.link&lt;/a&gt;. Crescita moderata a due cifre su basi già ampie: silenziosa, duratura e lontana dalla cima della classifica percentuale.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt; è l’unica estensione che guida su &lt;em&gt;entrambi&lt;/em&gt; gli assi, il maggior guadagno assoluto (+252.177) &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; +579%, il che sarebbe il segnale dei sogni se il volume fosse pulito. Come mostra l’analisi qui sotto, non lo è.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;lanalisi-di-makeup&quot;&gt;L’analisi di .makeup&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt; è il caso di studio più chiaro del perché una percentuale alta da sola sia una trappola. È entrato nel trimestre con una base Q4 di appena 2.309 registrazioni, una TLD piccola (circa 166.000 domini in totale), gestita da XYZ.COM LLC sul back-end CentralNic. Quella base minuscola è la precondizione: un’aggiunta assoluta ampia diventa una percentuale stratosferica per pura aritmetica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’è poi un catalizzatore confermato. XYZ Registry ha aumentato i prezzi all’ingrosso di .makeup, .beauty, .lol e altre tredici estensioni XYZ a partire dal 26 agosto 2025. I registrar hanno reagito esattamente come prevedibile: Porkbun e altri hanno esplicitamente invitato i clienti a registrare o rinnovare fino a dieci anni &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; della scadenza per bloccare i prezzi bassi. Quando un prezzo del primo anno di circa $1,80 sale a circa $13, si ottiene un effetto di anticipo: registrazioni che si sarebbero distribuite su anni si comprimono in pochi mesi. Questo è un evento di prezzo, non un evento di domanda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso meccanismo spiega &lt;a href=&quot;/tld/beauty&quot;&gt;.beauty&lt;/a&gt; (+217% da una base Q4 di 9.497, stesso registro XYZ, stesso aumento di prezzo di agosto) ed è un fattore importante anche per &lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt;, che porta i tratti distintivi aggiuntivi della registrazione massiva a basso costo: un primo anno di circa $0,99–$1,21 contro un rinnovo di circa $25 o più, un tasso di abbandono molto alto e una reputazione documentata di abuso/spam. Quindi anche .lol, l’unica TLD alta su entrambi gli assi, non è una domanda organica inequivocabile. Una grossa parte è registrazione economica, speculativa e ad alto abbandono che potrebbe non rinnovarsi. Essere alti su entrambi gli assi è meglio che esserlo solo sulla percentuale, ma resta comunque da verificare se la crescita regge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il resto, &lt;a href=&quot;/tld/garden&quot;&gt;.garden&lt;/a&gt; (GoDaddy Registry), &lt;a href=&quot;/tld/mobile&quot;&gt;.mobile&lt;/a&gt; (Dish DBS, uno spazio dei nomi quasi dormiente di circa 5.000 domini, dove qualunque aggiunta massiva fa esplodere la percentuale), .boutique e &lt;a href=&quot;/tld/fyi&quot;&gt;.fyi&lt;/a&gt; (entrambe di Identity Digital, .fyi è concentrata per circa il 37% in un unico canale di registrar, l’impronta tipica di un rivenditore o di un’ondata promozionale), non è stata trovata nessuna promozione specifica nominata. Ma lo schema è inconfondibile: base piccola o dormiente, prezzo del primo anno economico, concentrazione in un unico canale. Questa combinazione è la firma di una promozione o di una registrazione massiva speculativa, non la prova di una domanda organica da parte degli utenti finali.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;«La velocità di registrazione è un indicatore anticipatore, indica dove si stanno spostando capitali e attenzione un trimestre o due prima che il mercato se ne accorga. Ma la velocità va letta correttamente. Un picco del 4.000% causato da un evento di prezzo del registro e una salita costante del 60% su una base di 80.000 domini sono segnali opposti che indossano la stessa etichetta di “crescita”. L’abilità sta nel distinguerli, ed è un problema di dati, non di marketing.» – Alan, CEO, webatla&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;È la stessa lezione della nostra precedente analisi del &lt;a href=&quot;/blog/ai-domain-boom-tld-growth&quot;&gt;boom del .ai&lt;/a&gt;: le tendenze durature sono quelle che continuano a crescere anche dopo la fine dei prezzi promozionali. La velocità è l’indicatore anticipatore, il rinnovo è la conferma.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;metodologia-come-misuriamo-la-crescita-delle-tld&quot;&gt;Metodologia: come misuriamo la crescita delle TLD&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il metodo è deliberatamente semplice. Si prende la data di registrazione di ogni dominio, la si suddivide in trimestri (il Q1 2026 va da gennaio a marzo, il Q4 2025 da ottobre a dicembre), si raggruppa per TLD e si confrontano i due conteggi. La crescita QoQ è semplicemente la variazione percentuale fra i due valori. Gli unici campi necessari sono la TLD di ogni dominio e la sua data di registrazione &lt;code&gt;created&lt;/code&gt;, quindi qualunque strumento in grado di leggere l’esportazione JSONL del dataset può riprodurlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La decisione più importante è la soglia minima di base: sono state conteggiate solo le TLD con almeno 500 registrazioni nella base Q4. Senza questa soglia, la classifica si riempie di micro-TLD dove cinque registrazioni che diventano cinquanta appaiono come un’«impennata del 900%» che non significa nulla. Anche con la soglia, &lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt; segna comunque +4.851%, il che indica quanto sia necessario leggere con attenzione la colonna della base. Per irrobustire ulteriormente il metodo, si può aggiungere una soglia sulle aggiunte nette e classificare per guadagno assoluto, esattamente come nella seconda tabella qui sopra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un avvertimento da applicare a questi stessi numeri: si tratta di conteggi basati sulla data di creazione nei dati di registro, quindi catturano le &lt;em&gt;registrazioni&lt;/em&gt;, non i domini sopravvissuti, rinnovati o in uso. Soprattutto per le TLD guidate da promozioni, una parte del picco del Q1 non ci sarà più tra un anno. Questa è la differenza fra velocità e durata, ed è il motivo per cui la vista sulle aggiunte nette e il controllo dei rinnovi contano più del titolo percentuale.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;faq&quot;&gt;FAQ&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è stata la TLD in crescita più rapida nel Q1 2026?&lt;/strong&gt;
In termini di percentuale QoQ, &lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt; con +4.851,84% (2.309 → 114.338). Ma per nuove registrazioni nette, &lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt; è stata al primo posto con +252.177 domini aggiunti. Le due domande hanno risposte diverse, ed è proprio questo il punto: percentuale e volume non sono la stessa classifica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La crescita di .makeup è reale?&lt;/strong&gt;
È un picco reale nelle registrazioni, ma è quasi certamente guidato da promozioni e prezzi, non da una domanda organica degli utenti finali. .makeup è cresciuto da una base minuscola di circa 2.300 domini, e il suo registro (XYZ.COM LLC) ha aumentato i prezzi all’ingrosso nell’agosto 2025, il che ha anticipato registrazioni e rinnovi a basso costo. Va considerato un evento di prezzo, ed è opportuno osservare il tasso di rinnovo prima di definirlo una tendenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come si misura la crescita delle TLD e la crescita QoQ delle registrazioni di domini?&lt;/strong&gt;
Si contano le nuove registrazioni in base alla data &lt;code&gt;created&lt;/code&gt; in ogni trimestre, poi si confrontano. Il Q1 2026 (gen–mar) viene messo a confronto con il Q4 2025 (ott–dic) e si calcola la variazione percentuale, con una soglia minima di base perché le TLD minuscole non producano percentuali prive di significato. È sempre bene leggere le aggiunte nette insieme alla percentuale: rispondono a domande diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali estensioni di dominio in rapida crescita sono tendenze genuine e quali promozioni?&lt;/strong&gt;
Quelle genuine crescono con percentuali moderate su basi ampie: &lt;a href=&quot;/tld/asia&quot;&gt;.asia&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/life&quot;&gt;.life&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/tech&quot;&gt;.tech&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/one&quot;&gt;.one&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/link&quot;&gt;.link&lt;/a&gt;. Quelle con lo schema da promozione mostrano percentuali enormi da basi minuscole: &lt;a href=&quot;/tld/makeup&quot;&gt;.makeup&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/garden&quot;&gt;.garden&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;/tld/mobile&quot;&gt;.mobile&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;/tld/lol&quot;&gt;.lol&lt;/a&gt; è l’estensione rara che è alta su entrambi i fronti, anche se buona parte del suo volume è registrazione economica e ad alto abbandono. Si può esplorare ogni estensione nella &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;directory delle TLD&lt;/a&gt; completa.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-i-dati&quot;&gt;Ottenere i dati&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tutto quanto sopra deriva da un’unica elaborazione su un unico file. I campi necessari, la TLD di ogni dominio e la sua data di registrazione &lt;code&gt;created&lt;/code&gt;, sono presenti in qualsiasi dataset webatla che include le date di registrazione, e l’analisi è aggiornata quanto i dati di partenza.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/domain-investor&quot;&gt;Dataset Domain Investor →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: €299, costruito attorno alle registrazioni recenti, con &lt;code&gt;tld&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;created&lt;/code&gt; su ogni dominio. Lo strumento più indicato se il compito è individuare quali TLD si stanno scaldando: basta estrarre un export aggiornato ogni trimestre per cogliere per primi il prossimo picco.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/websites-ranking&quot;&gt;Websites + Ranking →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: €99, include anch’esso &lt;code&gt;created&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;tld&lt;/code&gt; (oltre a un ranking di popolarità), per chi desidera la stessa serie storica a un prezzo di ingresso più basso.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/datasets/all-data&quot;&gt;All Data →&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: €599, il set completo di campi (date WHOIS/RDAP, DNS, stack tecnologico, ranking) per chi vuole scomporre la crescita anche per registrar, host o tecnologia.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Si può consultare il &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;catalogo dataset&lt;/a&gt; completo e i &lt;a href=&quot;/pricing&quot;&gt;prezzi&lt;/a&gt;, oppure partire dalle basi con la nostra guida su &lt;a href=&quot;/blog/how-to-download-list-of-all-active-domains&quot;&gt;come scaricare un elenco di tutti i domini attivi&lt;/a&gt;. Poi basta fare esattamente questo: suddividere per data di registrazione, raggruppare per TLD e leggere la colonna della base prima di chiamare qualcosa una tendenza.&lt;/p&gt;
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  <entry>
    <id>https://webatla.com/it/blog/how-to-download-list-of-all-active-domains</id>
    <title>Come scaricare un elenco di tutti i domini attivi nel 2026</title>
    <link href="https://webatla.com/it/blog/how-to-download-list-of-all-active-domains"/>
    <published>2026-03-23T16:28:00.000Z</published>
    <updated>2026-07-01T14:59:58.233Z</updated>
    <author><name>Marina</name></author>
    <summary>Ha bisogno di un elenco completo di nomi di dominio attivi? Confronti zone file, registrar e dataset già pronti, e scarichi tutti i domini registrati in JSONL aggiornato.</summary>
    <content type="html">&lt;p&gt;Sta cercando un &lt;strong&gt;elenco completo di tutti i domini attivi&lt;/strong&gt;, ogni nome di dominio registrato su internet, in un unico file strutturato? Che si tratti di costruire una pipeline di vendita, condurre ricerche di sicurezza, addestrare un modello o dimensionare un mercato, la parte difficile raramente è l’analisi. È procurarsi dati puliti, aggiornati e leggibili da una macchina, fin dall’inizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa guida illustra le opzioni realistiche nel 2026, cosa significa davvero «attivo», e come scaricare l’intero set come JSONL aggiornato.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-si-intende-per-dominio-attivo&quot;&gt;Cosa si intende per dominio «attivo»?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un dominio è &lt;strong&gt;attivo&lt;/strong&gt; quando è registrato in un registro ed è risolvibile. Esiste nella zona di un’estensione di dominio e di solito ha record DNS che puntano a qualcosa. È diverso da:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Domini parcheggiati&lt;/strong&gt;: registrati ma non ospitano un sito vero e proprio.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Domini scaduti o in attesa di cancellazione&lt;/strong&gt;: non più registrati.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sottodomini&lt;/strong&gt;: &lt;code&gt;blog.example.com&lt;/code&gt; non è una registrazione a sé stante, mentre &lt;code&gt;example.com&lt;/code&gt; lo è.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Quando le persone chiedono «tutti i domini», intendono quasi sempre &lt;em&gt;ogni dominio di secondo livello registrato in ogni estensione&lt;/em&gt;, come &lt;code&gt;example.com&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;example.org&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;example.de&lt;/code&gt; e così via. Ce ne sono centinaia di milioni, distribuiti su &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;migliaia di estensioni di dominio&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;tre-modi-per-ottenere-i-dati&quot;&gt;Tre modi per ottenere i dati&lt;/h2&gt;
&lt;h3 id=&quot;1-zone-file-delle-estensioni-di-dominio&quot;&gt;1. Zone file delle estensioni di dominio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il Centralized Zone Data Service (CZDS) dell’ICANN consente di richiedere gli zone file per la maggior parte dei gTLD. Uno zone file elenca i domini di un’estensione insieme ai relativi nameserver.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pro:&lt;/strong&gt; autorevole e gratuito. &lt;strong&gt;Contro:&lt;/strong&gt; bisogna fare richiesta estensione per estensione e ottenere l’approvazione, la maggior parte dei ccTLD (&lt;code&gt;.de&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.uk&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;.fr&lt;/code&gt;, …) non pubblica affatto le proprie zone, e si ottengono solo il dominio e i record NS, senza tecnologie, senza ranking, senza dati di registrazione. Inoltre bisogna unire centinaia di file in stati di aggiornamento diversi tra loro.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;2-esportazioni-di-registrar-o-registri&quot;&gt;2. Esportazioni di registrar o registri&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Alcuni registri vendono o pubblicano elenchi. La copertura è incostante, i formati variano, le politiche dei ccTLD differiscono enormemente, e raramente si ottiene qualcosa oltre al semplice dominio. Mettere insieme una copertura globale in questo modo è un progetto a sé.&lt;/p&gt;
&lt;h3 id=&quot;3-un-dataset-di-domini-gi-pronto&quot;&gt;3. Un dataset di domini già pronto&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L’opzione pragmatica è scaricare un dataset che si è già occupato di raccolta, deduplicazione e arricchimento. È esattamente questo il &lt;a href=&quot;/datasets/all-active-domains&quot;&gt;dataset All Active Domains&lt;/a&gt;: un unico file scaricabile che copre ogni dominio attivo osservato su tutte le estensioni, aggiornato ogni giorno.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;cosa-contiene-il-dataset-all-active-domains&quot;&gt;Cosa contiene il dataset All Active Domains&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ogni riga è un dominio, con i campi necessari per filtrare e segmentare:&lt;/p&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;Campo&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Esempio&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;Utilizzo&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;domain&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;example.com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;la registrazione stessa&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;tld&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;filtro per &lt;a href=&quot;/tld&quot;&gt;estensione&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;created&lt;/code&gt; / &lt;code&gt;updated&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;2014-03-09&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;filtri per anzianità, aggiornamento, nuove registrazioni&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;ns&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;ns1.cloudflare.com&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;provider DNS e cluster di hosting&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;status&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;code&gt;active&lt;/code&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;risolvibile o parcheggiato&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Ha bisogno di più del semplice elenco? Aggiunga il &lt;a href=&quot;/datasets/technologies&quot;&gt;dataset Technologies&lt;/a&gt; per vedere cosa usa ogni sito, oppure &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;RDAP &amp;amp; WHOIS&lt;/a&gt; per i dettagli di registrazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;perch-jsonl&quot;&gt;Perché JSONL?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ogni dataset di webatla viene fornito in &lt;strong&gt;JSONL&lt;/strong&gt;, un oggetto JSON per riga. È il formato che scala:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Streamable&lt;/strong&gt;: si elabora riga per riga senza caricare l’intero file in memoria.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Compatibile con i tool&lt;/strong&gt;: funziona subito con &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt;, pandas, DuckDB, BigQuery e Spark.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Schema stabile&lt;/strong&gt;: si possono aggiungere nuovi campi senza rompere il parser.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Conti i domini per estensione usando solo &lt;code&gt;jq&lt;/code&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-bash&quot;&gt;cat all-active-domains.jsonl | jq -r .tld | sort | uniq -c | sort -rn | head
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;p&gt;Oppure lo interroghi direttamente in DuckDB:&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;&lt;code class=&quot;language-sql&quot;&gt;SELECT tld, count(*) AS domains
FROM &apos;all-active-domains.jsonl&apos;
GROUP BY tld
ORDER BY domains DESC;
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;h2 id=&quot;quanto-sono-aggiornati-i-dati&quot;&gt;Quanto sono aggiornati i dati?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I domini vengono registrati e abbandonati ogni minuto, quindi un elenco vecchio di sei mesi è per lo più rumore di fondo. Le nostre esportazioni vengono ricostruite &lt;strong&gt;ogni giorno&lt;/strong&gt; e ogni download è versionato per data, così si sa sempre esattamente cosa si ha. I domini appena registrati sono dove si concentra la maggior parte del valore, perché segnalano nuove attività, lanci di prodotto e campagne prima che chiunque altro se ne accorga.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;domande-frequenti&quot;&gt;Domande frequenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanti domini attivi ci sono?&lt;/strong&gt;
Centinaia di milioni in totale su tutte le estensioni, e il numero cambia ogni giorno. Il dataset riflette l’insieme risolvibile attuale, non uno scarico storico non aggiornato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posso ottenere solo i domini nuovi?&lt;/strong&gt;
Sì. Filtri per data &lt;code&gt;created&lt;/code&gt; per isolare i domini appena registrati, oppure parta dal &lt;a href=&quot;/datasets/domain-investor&quot;&gt;dataset Domain Investor&lt;/a&gt;, che si concentra sulle nuove registrazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fare scraping di WHOIS non è una scorciatoia più veloce?&lt;/strong&gt;
No. Il WHOIS, oggi &lt;a href=&quot;/datasets/rdap-whois&quot;&gt;RDAP&lt;/a&gt;, restituisce i dettagli di registrazione per i domini che &lt;em&gt;si conoscono già&lt;/em&gt;. Non permette di enumerare l’intero namespace, e i rate limit rendono lente le ricerche in blocco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto costa?&lt;/strong&gt;
Un prezzo fisso unico per un mese di download, senza abbonamento. Consulti i &lt;a href=&quot;/pricing&quot;&gt;prezzi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&quot;ottenere-lelenco-completo&quot;&gt;Ottenere l’elenco completo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Salti la burocrazia degli zone file e gli scraper incompleti. &lt;a href=&quot;/datasets/all-active-domains&quot;&gt;Scarichi il dataset All Active Domains →&lt;/a&gt; e abbia ogni dominio attivo in JSONL pulito già oggi, oppure &lt;a href=&quot;/datasets&quot;&gt;esplori tutti i dataset&lt;/a&gt; per vedere cosa può aggiungere.&lt;/p&gt;
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